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Solidarietà

L’appello di Ovci per non dimenticare il Sudan

L’Organismo di volontariato per la cooperazione internazionale, in collaborazione con il gruppo Insieme per il Sudan, realizzerà il prossimo 19 aprile una grande bandiera sudanese a Cantù

14 Aprile 2026
Foto OVCI

Mentre l’attenzione globale è altrove, il Sudan affronta la più grave crisi umanitaria del Paese. Ovci, l’Organismo di volontariato per la cooperazione internazionale con sede a Ponte Lambro (Como) nato nel 1982, attivo in Sudan nello Stato di Khartoum dal 1999 con progetti rivolti a persone con disabilità, donne e bambini, conferma il proprio impegno ora nella città di Kassala per contrastare la mortalità materna e garantire cure mediche alle persone vulnerabili. Al contempo, sentendo la responsabilità di denunciare ciò che sta accadendo nel Paese, ricorda alla comunità internazionale l’impatto devastante del conflitto sui bambini, sulle donne e sulle persone più fragili.

La Nostra Famiglia Ets in Sudan

Dal 1999 fino allo scoppio della guerra, Ovci ha lavorato con Usadc (Associazione sudanese per i bambini con disabilità) nello Stato di Khartoum, a Omdurman nei quartieri di Arda e Dar El Salam, promuovendo servizi per l’infanzia, riabilitazione, formazione per operatori della riabilitazione.

Dall’aprile 2023 il centro di riabilitazione di Arda, che curava in media 500 bambini e bambine con disabilità all’anno, è inutilizzabile per le conseguenze dei bombardamenti. Trentacinque tra fisioterapisti e tecnici collaboratori di Ovci sono stati costretti a lasciare casa e lavoro.

In questo contesto, Ovci non ha mai interrotto la propria presenza in Sudan, concentrando i propri sforzi nello Stato di Kassala, un’area che accoglie migliaia di persone in fuga dai combattimenti.

«Guardando l’attuale panorama dei servizi sanitari in Sudan e le sfide legate all’accessibilità – sottolinea Alsadig Mohamed Haroun Ada, rappresentante di Ovci a Kassala – la situazione appare estremamente drammatica e segnata da ostacoli insormontabili. Già prima del conflitto esistevano lacune significative nell’accesso alle cure, come avevamo avuto modo di constatare attraverso i nostri centri di Omdurman. Dall’inizio della guerra, molte famiglie e singoli individui hanno perso le proprie fonti di reddito, rendendo ancora più difficile il soddisfacimento dei bisogni sanitari primari. Questa crisi non è limitata a Khartoum, ma ha colpito, direttamente o indirettamente, la maggior parte degli altri Stati. Il deterioramento delle condizioni economiche ha avuto un impatto negativo su molti aspetti della vita quotidiana, colpendo con particolare durezza l’assistenza sanitaria».

Foto OVCI

Primo, salute materna: un progetto cruciale per ridurre l’altissimo tasso di mortalità materna. In un Paese dove dare alla luce un figlio è diventato un rischio mortale, lavora per potenziare le competenze mediche e le strutture di accoglienza. Il progetto è finanziato da Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo), in collaborazione con l’Università di Chieti, il Ministero della Sanità dello Stato di Kassala, e la Facoltà di Medicina dell’Università di Kassala.

Secondo, prevenzione e presidi periferici: insieme ad Aispo (Ong di Milano) e con il sostegno di Aics, sono impegnati nel rafforzamento della prevenzione sanitaria in alcuni centri di salute periferici. L’obiettivo è garantire cure di base e screening a comunità che altrimenti sarebbero totalmente escluse da ogni forma di assistenza.

«Pensando alle tante persone conosciute negli anni in cui Ovci ha operato in Sudan – afferma Rita Giglio, referente Ovci per il Sudan – emerge il desiderio di poter sapere se stanno bene e come affrontano la vita quotidiana. Il sostegno economico, anche modesto, è fondamentale se destinato alle realtà di chi sa far arrivare i fondi nelle mani giuste, ma altrettanto importante è informarsi e parlare delle guerra dimenticate, per creare cultura di pace».

Non lasciare che il Sudan rimanga invisibile

Ovci rivolge «un appello ai media, alle istituzioni e all’opinione pubblica italiana affinché non voltino lo sguardo dall’altra parte. Chiede che i canali di finanziamento alla cooperazione internazionale vengano mantenuti e rafforzati e che si continui a credere che, anche nelle guerre dimenticate, curare una donna in travaglio o vaccinare un bambino o una bambina contro il colera siano atti di pace».

Per dimostrare il proprio sostegno alla causa della pace in Sudan, in collaborazione con il gruppo «Insieme per il Sudan», una grande bandiera sudanese, realizzata attraverso l’unione di quadrati lavorati all’uncinetto, sarà completata pubblicamente grazie a un processo partecipativo aperto alla cittadinanza. L’iniziativa invita tutti a contribuire attivamente alla fase finale del progetto, unendo con ago e filo i moduli già realizzati, in un momento di condivisione, collaborazione e creatività collettiva.

L’appuntamento è fissato per domenica 19 aprile alle ore 17, all’interno della manifestazione Lario Critical Wine presso il circolo Arci Terra e libertà di Cantù.

Ovci invita i donatori a sostenere le proprie attività sul campo: ogni contributo aiuta a salvare madri e bambini. Per sostenere concretamente la salute dei bambini e delle bambine in Sudan, è possibile contribuire qui: https://ovci.it/it/come-sostenerci/dona-ora.