Lombardia e Piemonte vedono il passaggio della statua benedetta da papa Francesco per il 190° delle apparizioni a santa Caterina Labouré

di Emilia FLOCCHINI

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Anche la diocesi di Milano sta ospitando alcune tappe del pellegrinaggio della statua della Madonna della Medaglia Miracolosa attraverso le regioni italiane, voluto dai Missionari Vincenziani d’Italia in collaborazione con il resto della Famiglia Vincenziana. Il mese di giugno è dedicato al viaggio dell’immagine, benedetta da papa Francesco l’11 novembre 2020, tra Lombardia e Piemonte, passando dall’una all’altra regione e attraversando più volte i confini di varie diocesi.

Padre Claudio Farroni, dei Preti della Missione (ossia i Padri Vincenziani), vicario della parrocchia della Medaglia Miracolosa a Milano, coordina questa parte del pellegrinaggio: gli abbiamo chiesto di spiegarcene il senso profondo.

I tempi di oggi, anche a causa della pandemia, non sono meno complessi di quelli in cui si sono svolte le apparizioni della Madonna a santa Caterina Labouré, nelle quali fu rivelata la Medaglia Miracolosa. È questa la ragione che vi ha spinto a organizzare il pellegrinaggio?
L’occasione è determinata dai 120 anni precisi delle apparizioni avvenute in Rue du Bac a Parigi nel 1830. La prima grande apparizione è quella della notte tra il 18 e il 19 luglio e prepara la seconda, del 27 novembre. La situazione della pandemia, unita ad altri episodi che hanno visto coinvolti noi Preti della Missione e le Figlie della Carità, come il terremoto in Albania e le esplosioni in Libano, ha suscitato il desiderio di celebrare questo evento portando la Madonna Pellegrina un po’ in tutta Italia.

Le parrocchie ospitanti hanno un legame con la Famiglia Vincenziana? Quale?
In maggioranza sì: per esempio, a Somma Lombardo, dove la statua resterà dal pomeriggio del 7 giugno fino alla sera dell’8, c’è una presenza di Figlie della Carità, che hanno coinvolto la parrocchia di Sant’Agnese. Da lì si passerà alla parrocchia dei SS. Gervaso e Protaso a Cucciago, dov’è stata richiesta attraverso il Gruppo di Volontariato Vincenziano. A Seregno, dove arriverà il mattino del 14, le Figlie della Carità sono invece presenti da oltre novant’anni, presso l’Istituto Pozzi. La tappa finale, dal tardo pomeriggio del 28 fino alla sera del 30, a San Michele Arcangelo in Precotto, è arrivata un po’ a sorpresa: un parrocchiano originario di Lecce, dove l’immagine è passata in aprile, è rimasto così entusiasta da proporre la stessa cosa al suo parroco.

Cosa prevedono, di fatto, le singole tappe? Ci sono momenti di preghiera specifici?
Ogni parrocchia stabilisce i propri momenti, coordinandoli con noi organizzatori. Innanzitutto c’è un rito di accoglienza, con uno schema che noi proponiamo in modo libero. Per esempio, nella parrocchia di San Vincenzo in Prato a Milano, dove la statua resterà il 5 e il 6, ne è stato preparato un altro, in collaborazione con una Figlia della Carità molto attiva nel Centro di Volontariato Vincenziano di via Ariberto, sede della sosta del 7.

Infine, come crede che sia possibile attualizzare il messaggio che viene dalla Medaglia Miracolosa, anzi, da Maria concepita senza peccato?
La gente ha subito chiamato la Medaglia dell’Immacolata “miracolosa” perché, prendendola, sentiva su di sé la vicinanza di Dio. Anche oggi ci sono situazioni che mettono le persone nell’angoscia riguardo al futuro: se uno però sperimenta l’attenzione di Dio tramite la Madonna e ottiene una grazia, piccola o grande, si sente amato, protetto e confortato.

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