Percorsi da attivare sul territorio per un laicato maturo, coordinati dal Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi. Ne parla il direttore don Alberto Lolli: «Rispondiamo a un'esigenza, in un tempo in cui la carenza di clero e la complessità delle Comunità pastorali incidono nell’attività dei preti»

di Pino NARDI

don Alberto Lolli

Si chiama «Formazione itinerante». È la proposta che la Diocesi di Milano lancia a tutte le comunità locali: parrocchie, Comunità pastorali, Decanati e Zone. Una ricca gamma di percorsi da realizzare sul territorio per la formazione di un laicato sempre più maturo e attrezzato ad affrontare le sfide che la Chiesa ambrosiana raccoglie tutti i giorni nei diversi ambiti. A coordinare questo progetto di formazione capillare è il Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi. Ne parliamo con il direttore, don Alberto Lolli.

Qual è la proposta formativa della Diocesi?
Il Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi è l’ente che in Diocesi informa, coordina, aiuta e verifica tutto il processo di formazione rivolta ai laici. Ha due sedi: a Seveso e in via Sant’Antonio 5 a Milano. In particolare, essendoci nella prima anche la sede della Formazione del clero cerchiamo di coordinare le proposte formative per verificare dove possono intersecarsi i due percorsi, per il clero e per i laici. Il nostro ente è un supporto ai Servizi di Curia: ogni settore pensa ed elabora la propria formazione, in collaborazione con il Centro ambrosiano. Lo sforzo che abbiamo fatto è quello di raccogliere, non tanto i percorsi che gli uffici propongono e calendarizzano, quanto piuttosto quelli proposti al territorio – giornate o corsi di formazione – attivabili su richiesta. L’abbiamo chiamata “formazione itinerante”. In una brochure (in allegato, ndr) abbiamo pubblicato una serie di temi elaborati dagli Uffici di Curia, altri nati da richieste specifiche che ci sentiamo di proporre a tutta la Diocesi. Quando le comunità ci chiamano insieme a loro aggreghiamo le competenze necessarie per costruire un percorso specifico. Inoltre, ci siamo coordinati con gli enti collaterali della Diocesi, Caritas e Fom, dei quali abbiamo pubblicato i percorsi itineranti.

Qual è il vostro obiettivo?
Che leggendo i titoli di questa brochure si possa essere sollecitati ad avviare percorsi di formazione sul proprio territorio. Le Comunità pastorali, i Decanati, le Zone lavorano su una formazione che non sempre è specifica rispetto a un ministero pastorale. Con la nostra proposta si può trovare un aiuto per una formazione specifica. Ad esempio, Comunità pastorali e parroci, sempre più impegnati, chiedono aiuto ai laici nel servizio di visita alle famiglie in occasione del Natale. Un percorso formativo che si può richiedere è proprio su questo oppure sul ruolo del laicato nella Chiesa. Ancora: una serie di proposte molto interessanti, alcune delle quali sono conosciutissime (i ministri straordinari dell’Eucaristia), altre totalmente dimenticate (gestire la scuola per l’infanzia parrocchiale). Così anche quelle della Caritas ambrosiana possono essere un grandissimo supporto per la pastorale ordinaria, rivolte agli adulti e ai giovani. Oppure quelle della Fom destinate ad animatori ed educatori degli oratori.

C’è già una risposta da parte delle realtà territoriali?
Stiamo raccogliendo le richieste che per lo più si indirizzano su ministeri molto specifici: il corso per lettori, per i ministri straordinari dell’Eucaristia, spesso in ambito liturgico. Più complesso è sollecitare verso tutti gli altri aspetti della vita ecclesiale. Auspichiamo che in questo anno ogni Comunità, Decanato e Zona possa attivare un percorso specifico, volto alla costruzione della Chiesa, dove il laicato deve essere fortemente valorizzato, in un tempo in cui la carenza di clero e la complessità delle Comunità pastorali incide nell’attività di ogni presbitero. Avere un supporto dei Servizi di Curia, da Caritas e Fom può diventare una grande opportunità di rilancio della formazione sul territorio.

La novità è infatti una significativa capillarizzazione…
Infatti. Non tutti riescono ad accedere presso le nostre sedi: spesso i corsi proposti hanno un numero chiuso, per cui alcuni itinerari hanno più richieste rispetto ai posti disponibili. Perciò auspichiamo che in questa capillarizzazione della formazione si possa rispondere alle esigenze di tutti: ci stiamo rendendo conto che l’esigenza formativa è decisamente espressa da parte di un certo laicato impegnato.

A chi bisogna rivolgersi per informazioni?
È stato attivato il sito www.centropastoraleambrosiano.it che illustra tutti i percorsi attivati dagli Uffici di Curia, quindi già calendarizzati, e quelli che il territorio può richiedere. È un sito completo: oltre alle informazioni è possibile anche l’iscrizione. Per chi ha una dimestichezza con i mezzi informatici il processo è abbastanza semplice. Chi fa più fatica, troverà un elenco di Decanati che hanno già attivato la propria segreteria. L’invito è che ogni Decanato possa avere una segreteria che raccolga i desideri e le iscrizioni dei laici che vogliono frequentare percorsi formativi.

Quali sono i progetti futuri?
Tra i progetti futuri stiamo lavorando per elaborare percorsi che siano una sorta di bottega dell’arte e dei mestieri per servizi più semplici, ma che richiedono comunque formazione, come la decorazione floreale delle chiese piuttosto che l’animazione della liturgia con la cetra.

 

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