Alle 20 Veglia itinerante dalla Basilica di Sant'Ambrogio al Castello Sforzesco, presieduta da monsignor Azzimonti. Suor Antonia Dal Mas: «Un momento per vivere la nostra fede in modo universale». I partecipanti invitati a digiunare e a sostenere le missioni in Amazzonia

di Claudio URBANO

Castello Sforzesco

Tornare all’origine della propria storia di fede per riprendere da qui lo slancio della missione. Con questa intenzione le parrocchie di Milano si ritroveranno alle 20 di martedì 1 ottobre alla Basilica di Sant’Ambrogio, per iniziare, proprio dal suo fonte battesimale, la breve veglia itinerante che si snoderà fino al Castello Sforzesco, accompagnando così l’apertura del mese missionario straordinario che papa Francesco ha indetto con il motto “Battezzati e missionari”.

Suor Antonia Dal Mas, missionaria per 16 anni a San Paolo in Brasile e ora da qualche anno a Milano, richiama le parole di dom Pedro Casaldáliga, missionario e vescovo in Brasile per 25 anni, per sottolineare il legame indissolubile tra battesimo e missione: «Vorrei che tutti potessimo visitare, almeno con lo spirito, il fonte in cui siamo diventati figli di Dio, immergerci nuovamente in esso e scoprire la missionarietà del nostro battesimo. Devo essere missionario. Se non sono missionario, non sono neppure cristiano». «In effetti essere battezzati ed essere missionari non sono due cose separate, non c’è un momento che viene dopo l’altro», sottolinea suor Antonia.

Così il titolo scelto per la veglia – «Tutti là siamo nati», un passo del Salmo 86 riferito a Gerusalemme – è un invito a partire dalla propria città e dalla fede ricevuta per allargare un orizzonte che, come quello della missione, non può mai essere limitato, e che non pone barriere tra vicino e lontano. «Per noi la veglia vuol dire mettersi in cammino come Chiesa universale, per un mese straordinario che non termina il 31 ottobre – spiega suon Antonia -. L’invito per la serata è vivere un digiuno di sobrietà, con l’intenzione di sostenere le missioni nella regione amazzonica dell’Alto Solimões».

Tornando all’orizzonte delle strade cittadine – la veglia, presieduta dal vicario della Zona I monsignor Carlo Azzimonti, percorrerà via Terraggio, largo Paolo D’Ancona, via Carducci e piazzale Cadorna per raggiungere la fontana del Castello, e sarà scandita da alcuni brani della Parola di Dio e da canti in lingue africane e in portoghese – «possiamo chiederci se riusciamo a rendere visibile la nostra fede, non solo con una processione, ma anche perché facciamo scelte coerenti con il Vangelo», riflette suor Antonia. «È un’iniziativa che ci fa uscire dalla porta di casa, che ci invita a vivere in modo universale e non solo personale la nostra fede – conclude la missionaria -. È il mandato ricevuto da Gesù, quello di non fermarci. Anche perché, come nella fede, non c’è mai un traguardo che si possa dire di aver raggiunto. La missione, anzi, ci spinge sempre un po’ più in là».

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