A seguito di una lettera del Ministero dell'Interno e delle precisazioni della Cei pubblichiamo le disposizioni contenute in una comunicazione del Vicario generale, mons. Franco Agnesi, ai parroci e ai responsabili delle Comunità pastorali della Diocesi

di mons. Franco AGNESI
Vicario generale

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Carissimi,
tutti voi avete condiviso la sofferenza di tante famiglie che in questo periodo non hanno potuto dare un ultimo saluto, affidare con una celebrazione comunitaria e accompagnare alla sepoltura i loro cari defunti. Molti di noi hanno condiviso la sofferenza per la morte di un parente, un’amica, un amico e un confratello nel presbiterio.
Abbiamo dato un appuntamento futuro per una celebrazione comunitaria di suffragio, e tutti attendiamo intensamente questo momento. L’Arcivescovo, attraverso il vostro discernimento, ha raggiunto con uno scritto le famiglie di persone morte a causa del virus e per le quali non si è celebrato un funerale.

Ora le disposizione governative consentono per questa “Fase2” la celebrazione dei funerali.

Accogliamo le disposizioni con favore perché ci consentono di esprimere la vicinanza della comunità, cristiana che affida al Signore crocifisso e risorto un fratello o una sorella, e di annunciare la speranza che viene dalla promessa del Signore che i nostri morti vivono nella comunione dei santi.
Accogliamo le disposizioni con responsabilità, anche se sono meticolose e non facilmente applicabili, perché ci stanno a cuore il bene e la salute di tutti, soprattutto dei più fragili.
Accogliamo le disposizioni con la pazienza necessaria alla loro concreta realizzazione.

Gli adempimenti più puntuali per il rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia sono indicate da una nota dell’Ufficio Avvocatura che sarà costantemente aggiornata rispetto all’evoluzione del quadro normativo.

Cari confratelli, tenendo conto che molti non hanno potuto celebrare le esequie di persone defunte nei mesi scorsi, lasciamo alla vostra saggezza e discernimento pastorali di concordare con i vostri parrocchiani se rimandare alle celebrazioni di suffragio che si faranno in futuro, oppure se celebrare le Esequie, pur in assenza della salma o alla presenza delle sole ceneri (Si intende, pertanto, accordato il permesso dell’Ordinario di celebrare le Esequie in presenza delle ceneri per coloro che sono defunti nei mesi scorsi e per cui è stato impossibile fino ad oggi celebrare il funerale. (cfr. Direttorio Diocesano per la Celebrazione delle Esequie, n. 19; Rito delle Esequie secondo la Liturgia Ambrosiana, Ed. 2002, Orientamenti Pastorali, n. 11 e Rito delle Esequie secondo la Liturgia Romana, ed. 2011, Disposizioni Pastorali, n. 180).

Mi permetto di insistere di nuovo: non dobbiamo alimentare in noi l’ansia e tantomeno evitare i passi graduali. Ogni Parrocchia e ogni Parroco si senta incoraggiato e sostenuto a procedere con le possibilità che ha, e se qualche disposizione non può essere ancora adempiuta per mancanza di personale o di strumenti, sospenda e rinvii le celebrazioni quando sarà possibile.

Rinnovo il grazie che già l’Arcivescovo è espresso più volte per lo stile e la dedizione, pur nella fatica e nella tensione emotiva, che avete testimoniato voi e gli altri presbiteri, diaconi, consacrati e laici che condividono la responsabilità della missione e della comunione ecclesiale.

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