«Credo che una delle attenzioni principali di chi svolge il ruolo del Decano sia la cura delle relazioni: questo aspetto mi sembra irrinunciabile nei confronti dei sacerdoti, ma anche di religiosi, religiose e consacrati che partecipano regolarmente agli incontri nel nostro Decanato». Don Fabio Verga, da circa un anno e mezzo responsabile della Comunità pastorale Madonna del Rosario a Cesano Boscone, appena eletto (qui l’elenco) alla guida dell’omonimo Decanato in Zona VI (13 parrocchie, circa 120 mila abitanti) non ha dubbi: «Credo di poter dire che la relazione sia un luogo di crescita fondamentale».
Il ripensamento del Decanato ha avuto un collegamento stretto anche con l’avvio dei cammini sinodali negli organismi di partecipazione e della realtà delle Assemblee sinodali decanali. Come si sta evolvendo questo legame?
Il Decanato è certamente chiamato a riflettere e a questo confronto. Per esempio, nella nostra realtà, l’Asd incontrerà i vari Consigli pastorali proprio per tenere vivo il tema della sinodalità. Anche questo, credo, è un legame molto importante e decisivo da mettere in campo attraverso un rapporto che va rafforzato.
Quali sono le problematiche di maggior impatto per il territorio in cui si inserisce il Decanato?
Direi che sono quelle tipiche di una città della prima periferia urbana. Sottolineerei – anche se non è certo una novità – il disagio giovanile e le diverse forme di povertà che attraversano alcuni quartieri. Però, d’altra parte, voglio anche dire che si registra una certa vivacità a livello sociale e culturale e anche riguardo l’aspetto religioso, che è radicato tra la gente. Vi sono ambienti di confronto particolarmente promettenti, ritengo sia una sfida da cogliere. In questo anno e mezzo mi sono accorto che, in tale contesto, proprio la cura delle relazioni fa veramente la differenza, perché si riescono così ad aprire porte e spazi inediti di dialogo. Per me personalmente, qui a Cesano Boscone si tratta di un’esperienza positiva.
In questi giorni il Papa ha dichiarato venerabile don Domenico Pogliani, fondatore della Sacra Famiglia, con sede proprio a Cesano Boscone. Un bel segno per la città che ha al suo centro la grande sede storica dell’opera…
Senza dubbio. La notizia è stata accolta con molta partecipazione e anche con entusiasmo. È stato un momento di grazia per la città, considerando oltretutto che Pogliani è stato il fondatore della Sacra Famiglia, ma anche parroco. Ebbe molto a cuore il tema dell’educazione, tant’è vero che ha costruito l’oratorio per i ragazzi e avviato una scuola dell’infanzia. La Sacra Famiglia, poi, è stata il suo capolavoro, che continua a testimoniare oggi la potenza straordinaria dell’amore cristiano con una solidarietà e un’umanità profetiche. Un esempio che ci stimola, ci interroga e ci chiede di proseguire. Il legame tra la Fondazione e la Comunità pastorale è profondo. La sepoltura di don Pogliani si trova nella chiesa interna al complesso della Fondazione, ma in parrocchia abbiamo una sua immagine: accanto c’è un libro sul quale i fedeli possono scrivere preghiere e richieste di intercessione.




