Per supplire alle difficoltà e ai ritardi nella distribuzione, in versione integrale sul sito del Seminario

di Ylenia SPINELLI

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Per supplire alle difficoltà dovute all’emergenza Coronavirus, La Fiaccola e Fiaccolina di aprile sono disponibili integralmente on line sul sito www.seminario.milano.it. È un piccolo dono che il Seminario fa ai suoi benefattori, in attesa che possano sfogliare l’edizione cartacea, e a quanti desiderano conoscere le sue storiche riviste.

Sono pagine ricche di contributi sull’eccezionale emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che suggeriscono molti spunti di riflessione.

In questo periodo di dura prova mancano le relazioni sociali e abbondano le domande che dicono lo smarrimento, la paura, il bisogno di rassicurazione. E quando c’è sofferenza fisica o morale, anche pregare diventa difficile. L’Arcivescovo, attraverso le pagine di Fiaccolina, ha voluto far sentire la sua vicinanza a tutti i ragazzi, in particolare ai chierichetti, che ormai da settimane non possono svolgere il loro servizio sull’altare, accanto a Gesù. I «pensieri di aprile» di monsignor Mario Delpini e la preghiera da lui suggerita potranno aiutare anche i più grandi a trovare una risposta a tante domande. È questo il momento di coltivare la speranza, virtù che fa da filo conduttore a tutto il numero, ricco di contributi capaci di colorare con una tonalità diversa queste giornate che paiono grigie e tutte uguali. Un arcobaleno di storie e di vissuti che invitano i ragazzi a riflettere, ad aprire il cuore e a non mollare, anche nella tempesta.

La Fiaccola di aprile racconta, come sempre, la vita della comunità del Seminario che continua, nella sua alternanza di preghiera e studio, pur nella quarantena. E allora ecco gli incontri in videoconferenza, come quello con il sacerdote pakistano don David John, le lezioni on line e i lunedì di Quaresima con l’Arcivescovo, resi possibili grazie ai mezzi tecnologici. E gli Esercizi spirituali, vissuti ancora più intensamente nel silenzio e nella preghiera, mentre fuori iniziava a diffondersi l’epidemia. In apertura, don Donato Cariboni, cappellano all’ospedale “Città di Sesto San Giovanni”, racconta come si sia sentito «chiamato a vivere il “rimanere” di Gesù accanto ai sofferenti e a tutto il personale sanitario».

Leggere La Fiaccola e Fiaccolina sarà un modo per sentirsi vicini alla comunità del Seminario e uniti nella preghiera.

 

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