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Milano

Il sogno di Paolo Dall’Oglio: la fratellanza possibile tra cristiani e musulmani

Giovedì 5 ottobre, alle 17.30, all’Università Cattolica, presentazione del volume del Centro ambrosiano «Il mio testamento». Saranno presenti tra gli altri la sorella del gesuita, il Superiore della comunità monastica da lui fondata dal gesuita e l’Imam di Firenze

2 Ottobre 2023
Padre Paolo Dall'Oglio con un abitante del territorio nei pressi della sua Comunità

A dieci anni dal rapimento in Siria di padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della Comunità monastica di Deir Mar Musa, giovedì 5 ottobre, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli 1 – aula G025 San Giovanni Bosco), presentazione del libro Il mio testamento, pubblicato da Itl Libri con il marchio Centro Ambrosiano, disponibile in tutte le librerie e online, che racchiude le conferenze inedite tenute da padre Paolo nei mesi precedenti la sua espulsione dalla Siria (vedi qui la locandina).

L’inizio è previsto per le 17.30. L’evento sarà scandito da interventi di testimoni autorevoli, come padre Jihad Youssef, Superiore della Comunità monastica Deir Mar Musa, Izzedin Elzir, Imam di Firenze, Luigi Maffezzoli, giornalista e curatore del volume, e Francesca Dall’Oglio, sorella di padre Paolo, che interverrà a nome della famiglia.

La conduzione dell’evento è affidata a Elena Bolognesi, editor e traduttrice del testo. Sarà lei a guidare il dialogo interreligioso tra i relatori e a favorire un’approfondita comprensione del messaggio trasmesso da padre Paolo attraverso il suo libro. Cristina Castelli, direttrice del master Relazioni d’aiuto in contesti di sviluppo e cooperazione nazionale ed internazionale, che promuove l’evento, porterà i saluti istituzionali a nome dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Monsignor Carlo Azzimonti, Moderator Curiae e Vicario episcopale per gli Affari generali, porterà i saluti a nome dell’Arcivescovo e della diocesi.

La figura e il pensiero

Dall’Oglio (1954), gesuita dal 1975, nel 1982 scopre le rovine di un antico monastero nel deserto siriano: Deir Mar Musa al Habashi (Monastero di San Mosè l’Abissino). Nel 1984 viene ordinato prete nella Chiesa siro-cattolica, che ha giurisdizione sul monastero; iniziano i primi restauri. Nel 1991 comincia una nuova esperienza monastica, aperta all’ospitalità, all’ecumenismo, all’inculturazione nel contesto arabo-islamico e al dialogo con l’Islam. Dal 2011, sull’onda delle manifestazioni della “primavera araba” che interessano anche la Siria, si impegna a favore della pace e di un graduale processo di democratizzazione. Per le sue posizioni gli viene revocato il permesso di residenza e nel giugno 2012 è costretto a lasciare la Siria. Nel luglio 2013 riesce a raggiungere Raqqa, nel nord del Paese controllato dall’opposizione al regime: probabilmente per favorire la liberazione di alcuni ostaggi. Il 29 luglio viene rapito e da quel momento non si hanno più sue notizie.

Il mio testamento rappresenta un’opera di grande importanza e significato, che svela una visione aperta a nuovi orizzonti di ecumenismo, fraternità tra uomini e donne e dialogo con l’Islam. Questi temi – cari al magistero di papa Francesco, che firma la prefazione del volume -, trovano una particolare risonanza nelle riflessioni di padre Paolo.

La presentazione è un’occasione unica per ricordare e celebrare la vita e l’eredità di un uomo straordinario, il cui messaggio continua a ispirare e illuminare il cammino verso un mondo più giusto e pacifico. Per la prima volta in dieci anni, sono proprio le sue parole a guidare questa riflessione.

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