Visitando il Padiglione Italia, quello della Santa Sede e l'Edicola Caritas, il Segretario di Stato vaticano ha espresso soddisfazione per la presenza della Chiesa all'evento, che ha favorito «una riflessione su temi concreti che toccano la vita delle persone, con un respiro culturale, etico e spirituale»

Parolin_Expo

«Lo scopo è raggiunto»: con queste parole il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, al termine della visita odierna al Padiglione della Santa Sede in Expo, ha espresso «soddisfazione» per la presenza della Chiesa all’Esposizione universale e per i contenuti trasmessi ai visitatori, che hanno permesso di portare «una riflessione su temi concreti che toccano la vita delle persone, con un respiro culturale, etico e spirituale».

Il cardinale Parolin è stato guidato a scoprire i contenuti del Padiglione – a oggi visitato da un milione e 210 mila persone (circa 430 mila solo in settembre) – e ha sottolineato: «È una traduzione quasi plastica dell’invito che il Santo Padre ha rivolto all’Onu», parlando di ambiente, di cura del creato e di esclusione sociale dei più poveri. «Questo Padiglione ha una dimensione particolare perché è un invito alla riflessione sui grandi problemi dell’uomo e sulle risposte che la Chiesa dà a questi problemi e a queste difficoltà – ha continuato il Cardinale -. Mi ha colpito entrando questa galleria di volti, l’insistenza sulle persone concrete e non sui temi astratti, sulle difficoltà vissute da ogni persona, da intere popolazioni». Il collegamento con quanto detto dal Santo Padre alle Nazioni Unite starebbe proprio in questa «concretezza», secondo il Segretario di Stato: «Il Papa ha chiesto di non trasformare i grandi problemi del mondo soltanto in teoria, ma di vederli riflessi nel volto di ogni uomo e ogni donna. Ha insistito su questa concretezza. Quello che manca, è la volontà politica di dare una risposta umana a questi problemi che deve incarnarsi in scelte pratiche e costanti».

Il Cardinale ha poi giudicato positivamente il fatto che a Expo si incontrino popoli e nazionalità diverse: «È un segno positivo, soprattutto in questa epoca in cui invece tendono a rinascere i muri». L’Expo, quindi, per «trovarci accomunati da una realtà che unisce» come il cibo, nella sua realtà materiale e spirituale, è «occasione di condivisione». Parolin è stato colpito soprattutto dall’alta partecipazione, durante un giorno feriale, e dal tentativo, anche da parte dell’Italia, di «dare contenuti di natura culturale, spirituale, etica a questa proposta, che altrimenti potrebbe ridursi a una semplice sagra paesana».

La giornata di Parolin a Expo è iniziata con una visita prolungata al Padiglione Italia, fatta di numerose osservazioni, richieste di chiarimenti e apprezzamenti. Il Cardinale è stato accolto da Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con lui ha visitato Palazzo Italia, accompagnato da una delegazione comprendente monsignor Pasquale Iacobone e Luciano Gualzetti (vicecommissari del Padiglione della Santa Sede), monsignor Erminio De Scalzi (delegato della Diocesi di Milano per i grandi eventi), monsignor Mario Lusek (direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei), monsignor Luca Bressan (presidente di Caritas ambrosiana e vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale della Diocesi di Milano), Livio Gualerzi (dirigente per i progetti speciali della Cei), Stefano Gatti (direttore generale di Padiglione Italia) e Fabrizio Grillo (segretario generale di Padiglione Italia). Il cardinale Parolin si è tra l’altro soffermato in prossimità dell’angolo dedicato ai bambini, dove una guida stava spiegando a una scolaresca il significato del “cibo spazzatura” e il valore di una dieta equilibrata che, se possibile, valorizzi i prodotti del territorio.

Nel pomeriggio il Segretario di Stato vaticano ha poi visitato anche l’Edicola Caritas e il Padiglione Zero, dove ha incontrato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala.

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