Convegno diocesano con 300 operatori. Dal Concilio Vaticano II alle attese dei Vescovi

di Francesco CHIAVARINI

Villa Sacro Cuore a Triuggio

Il convegno diocesano delle Caritas decanali con la presenza dell’Arcivescovo, si svolgerà alla Villa Sacro Cuore di Triuggio, sabato 8 e domenica 9 settembre, sul tema “La Caritas tra radici conciliari e attese dei Vescovi”.

Quello che attende i circa 300 operatori e responsabili Caritas impegnati nel vasto territorio della Diocesi ambrosiana è un ragionamento alto sulle origini dell’impegno caritativo all’interno della Chiesa. A partire dalle motivazioni che spinsero Papa Paolo VI, 41 anni fa, a istituire uno strumento pastorale specifico per la promozione della carità nelle comunità ecclesiali, dando così seguito ad alcune delle intuizioni contenute nel Concilio Vaticano II. Per poi indagare gli orientamenti che a questo strumento diedero nel corso degli anni i Pastori della Chiesa. Un discorso dunque sulle radici e gli sviluppi nel tempo della Caritas. Il cardinale Angelo Scola interverrà domenica mattina, con un’ampia relazione intitolata “Le attese di un Vescovo”. Un momento che rappresenta anche il primo incontro ufficiale dell’Arcivescovo di Milano con il mondo Caritas, se si esclude quello più generale con le realtà sociali che il Cardinale volle a settembre subito dopo il suo insediamento per proseguire l’ingresso nella Diocesi ambrosiana.

La due-giorni di formazione comincerà sabato mattina con una lezione sulla Chiesa del Concilio affidata a don Saverio Xeres, professore di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Subito dopo monsignor Giancarlo Perego, attuale direttore della Fondazione Migrantes, in passato molto impegnato in Caritas, ripercorrerà i documenti principali del Concilio Vaticano II nei quali è già prefigurata la Caritas così come la conosciamo oggi con il suo forte impegno di testimonianza. Nel pomeriggio l’assemblea divisa in gruppi rileggerà l’Apostolicam Actuositatem, uno dei 9 decreti promulgati dal Concilio ecumenico che iniziò i lavori 50 anni fa. Un testo dedicato all’apostolato dei laici, che affronta questioni cruciali e ancora attuali per ogni operatore sociale, come ad esempio il rapporto tra carità e giustizia, tra assistenza e promozione umana. Proprio quelle tesi sono diventate la base per il sussidio formativo «La fede che si rende operosa per mezzo della carità» che sarà inviato a tutti i responsabili Caritas. Concluderà l’incontro, subito dopo l’intervento del Cardinale, domenica mattina, il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo.

«Avere delle radici e riconoscerle significa sapere che non si è nati per caso, che sotto di noi c’è un progetto, una riflessione, alla quale periodicamente ritornare se solo si vuole essere autentici – sottolinea don Davanzo -. Dunque, è di queste radici che vorremmo ragionare a Triuggio, quelle rappresentate dalla riflessione del Concilio Vaticano II, il più grande dono dello Spirito alla Chiesa e al mondo nel secolo scorso. Un Concilio da conoscere e di cui appassionarsi dal momento che parla della Chiesa di domani». Ma se il Concilio sono le radici cui attingere linfa, «l’obbedienza ai Pastori delle Chiese al cui servizio ci troviamo a operare diventa la condizione per portare frutto adeguato», precisa don Davanzo, spiegando così la seconda parte del titolo dell’incontro.

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