L’esperienza dei personal shopper in azione al Gratosoglio fino all’8 settembre

di Francesco CHIAVARINI

Giuseppina, 65 anni, sarta. Enzo, 38 anni, responsabile commerciale. Renata, 71 anni, psicologa in pensione. Sonia, 23 anni, operatrice socio sanitaria. C’erano anche loro fra i volontari che hanno risposto all’appello di Caritas Ambrosiana e questa estate, nel mese di agosto, sono diventati i personal shopper degli anziani del Gratosoglio, grande quartiere popolare di Milano. Ogni giorno (domenica esclusa) hanno consegnato a domicilio i pasti preparati dalle aziende di ristorazione convenzionate con il Comune. Ma non solo. Con la presenza quotidiana, discreta e gentile, hanno cercato di far sentire meno soli i “reclusi dell’estate”, restati a casa nella città spopolata dalle vacanze.

Quest’anno la squadra dei personal shopper era composta da 29 persone, 16 uomini, 13 donne. Età media 40 anni. Titoli di studio, estrazioni sociali diverse. C’era chi aveva esperienze pluriennali di volontariato alle spalle e chi provava l’impegno gratuito per la prima volta. C’erano vecchie conoscenze che ogni anno aspettano il mese delle ferie per trovare un po’ di tempo libero da regalare agli altri. E volontari “di professione”, che anche durante i mesi lavorativi, saltano infaticabili da un’associazione all’altra. «Tutte persone appassionate, consapevoli, che ciò che conta, in questo caso, come in molti altri, non è solo quello che si fa, ma è come lo si fa» sostengono gli operatori dello sportello Volontariato di Caritas Ambrosiana che hanno selezionato le candidature, attraverso colloqui individuali, tra giugno e luglio.

Il servizio, realizzato in collaborazione con il Comune nell’ambito del piano anticaldo, è iniziato il 23 luglio e proseguirà fino all’8 settembre. I volontari entrano in azione alle 11 e terminano alle 13, da lunedì a sabato. Si calcola che entro la data stabilita avranno distribuito oltre 900 pasti a circa 21 anziani. Tutti residenti nel quartiere Gratosoglio (Zona 5), indicati dall’assessorato ai servizi sociali, tra i casi più bisognosi di aiuto: persone sole che spesso a causa si malattie sono incapaci di muoversi nel quartiere per raggiungere i pochi negozi o servizi che resistono alla serrata agostana. «Molti di loro ogni giorno aspettano i personal shopper in realtà solo per scambiare qualche parola con una persona gentile e disponibile, perché ad agosto, quando la città diventa un deserto, anche i vicini di casa se ne vanno e scompare quella solidarietà di pianerottolo invisibile e pure così preziosa che ancora resiste in molti caseggiati milanesi – spiega don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana -. Per questo diciamo a coloro che si propongono di svolgere questo servizio, che non si devono limitare alla consegna del pasto, ma devono saperlo porre nel modo giusto. Devono farlo con il sorriso sulle labbra, ossia con quell’atteggiamento aperto e disponibile, presupposto di ogni calda e vera relazione umana. Solo così oltre a essere personal shopper, saranno anche volontari Caritas».

L’iniziativa è resa possibile anche grazie alla collaborazione dell’azienda Avis Autonoleggio, che ha messo a disposizione gratuitamente l’auto con la quale vengono effettuate le consegne.

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