L’incontro con l’Arcivescovo ha concluso l’edizione 2019-2020 del percorso spirituale per giovani tra i 20 e i 30 anni. Una partecipante: «Per noi ha rappresentato crescita e voglia di mettersi in gioco»

di Silvia BRAMBILLASCA
Gruppo Samuele 2019-2020

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«Tu sei prezioso ai miei occhi»: su questo tema si è svolto l’ultimo incontro del Gruppo Samuele 2019-2020, il cammino spirituale rivolto ai giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni che ha l’obiettivo di aiutarli nella ricerca della loro vocazione, invitandoli a guardarsi dentro e a capire dove stanno andando. Un cammino che è molto di più: è crescita e voglia di mettersi in gioco.

Domenica 14 giugno, nel santuario di San Pietro Martire a Seveso, noi 74 giovani del Gruppo Samuele con una lettera contenente i frutti del nostro cammino, le scelte fatte e le consapevolezze acquisite, abbiamo incontrato l’Arcivescovo. Un evento importante, perché ci ha dato la possibilità di rivederci, pur rispettando il distanziamento, dopo i mesi della pandemia, ma anche perché non è stato la fine di un percorso, bensì il simbolo di un nuovo inizio. Una giornata preziosa ed emozionante, che ha coronato il nostro cammino di vocazione, durante il quale abbiamo cercato di rispondere a un quesito del cuore: come possiamo mettere a frutto l’amore che Dio ci dona?

L’Arcivescovo ha ascoltato le nostre domande che hanno ripercorso le attese, le intuizioni, le paure e infine le scelte di vita sorte durante tutto l’anno e che ci hanno permesso di essere più consapevoli di cosa vuol dire essere figli di Dio. Ci ha spiegato che ogni giorno siamo presi dalla frenesia, ma che è necessario fermarsi a riflettere. Dio ci chiama a essere suoi figli e il segreto per la felicità è rispondere alla chiamata che Dio rivolge a ognuno di noi. La vocazione diventa tale solo se il desiderio si conforma a Gesù; una persona che decide di sposarsi o di consacrarsi sceglie in che modo vivere come Gesù.

Il momento più significativo per tutti noi è stata la consegna delle lettere di fruttificazione: in quelle buste ci sono la nostra speranza e la nostra esperienza. L’Arcivescovo le ha accolte con un ampio sorriso, ringraziandoci e trasmettendoci tanta serenità.

Questo percorso è stato possibile grazie a don Marco Fusi, don Cristiano Passoni, don Isacco Pagani e tutta l’equipe del Gruppo Samuele che sono stati parte di un’unica Chiesa che ci ha accolto, ci ha accompagnato, ci ha protetto, ci ha sollevato ed è stata testimonianza di Dio. Fondamentali sono stati anche i nostri compagni di «tribù» (i gruppi in cui eravamo divisi), con i quali ci siamo confrontati e dai quali ci siamo sentiti davvero accolti.

Quest’anno è stato pieno di insidie, un anno in salita. La pandemia ci ha impedito di vederci dal vivo, ma abbiamo proseguito gli incontri per vie virtuali: il cammino così ha dato i suoi frutti. Quello che portiamo a casa è la consapevolezza che questo percorso non ha una conclusione, ma continua sulle strade della nostra vita, chiedendoci sempre di rispondere alla chiamata di Dio ogni giorno, perché Dio è prezioso ai nostri occhi.

 

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