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Testimonianze

«Giorni impegnativi, ma molto arricchenti»

Le riflessioni di un seminarista reduce dall’esperienza di fraternità e di una famiglia che si è resa disponibile a fare da guida

di Ylenia SPINELLI

29 Maggio 2024
I seminaristi con don Flavio Riva

«Abbiamo imparato a fare un passo verso l’altro e un passo insieme verso il Signore». Così Simone Girelli sintetizza la sua esperienza di fraternità vissuta nella Comunità pastorale di Lurate Caccivio, insieme a Federico, Pietro e Michele. «Un’esperienza – prosegue il seminarista – che ha favorito una maggiore conoscenza di me in un contesto diverso e che ha aiutato a crescere in un rapporto di stima, collaborazione e condivisione con fratelli che non ho scelto».

Fondamentale per Simone è stato l’accompagnamento di don Flavio, «un prete felice di essere prete, desideroso di portare il Vangelo ai giovani e meno giovani della sua comunità, con una vita di preghiera intensa e con una grande lungimiranza nella proposta pastorale. Il veloce confronto quotidiano e quello più esteso nei “caffè con il parroco” e nei fine settimana di pastorale sono stati per me una miniera d’oro».

Vivere in una casa con altri tre compagni, con un ritmo e una struttura da definire autonomamente, ha comportato un grande esercizio di responsabilità. «All’inizio è stato necessario definire una regola di vita condivisa – racconta Simone – che mettesse in evidenza i pilastri della fraternità, in particolare come custodire un equilibrio tra momenti personali e comuni, come custodire la preghiera comune, come organizzarci e turnarci per i pasti, la spesa, le pulizie e le incombenze domestiche».

Per tutti non è stato facile trovare il giusto equilibrio tra vita fraterna, Seminario e impegni di pastorale nel fine settimana. In quest’ultimo caso Simone è stato agevolato dal fatto che Lurate Caccivio, oltre a essere il luogo della residenza feriale era anche la sua comunità di pastorale festiva. «Più passavano i mesi – ammette il seminarista – più vivevo serenamente la complessità dell’esperienza, infatti all’inizio cercavo un equilibrio statico, una routine irraggiungibile, poi ho scoperto un equilibrio dinamico, che ogni volta si riassestava di fronte a nuove incombenze».

Anche lo studio ha dovuto trovare un nuovo spazio nell’economia della vita fuori dal Seminario. «È stato più impegnativo trovare tempi distesi per stare sui libri – prosegue Simone -, ma ho potuto percepire maggiormente il desiderio dell’approfondimento delle tematiche trattate nei corsi di quest’anno che sono cruciali per la fede».

Sin da subito con don Flavio i seminaristi hanno condiviso il desiderio che la loro presenza a Lurate Caccivio non fosse soltanto un’ospitalità, ma una condivisione di alcuni momenti di vita quotidiana, come la liturgia delle Ore, l’Adorazione eucaristica e le Messe d’orario. «Abbiamo scelto di dedicare un pomeriggio a settimana allo studio comune con i giovani – conclude Simone -. Inoltre in Avvento, Quaresima e Pasqua la fraternità si è presa cura di tre cicli di lectiones divinae rivolte ai ragazzi delle superiori, per condividere la preghiera a partire dalla Parola di Dio».

Una famiglia «amica»

Marta Zanella e Roberto Colombo sono sposati da 16 anni, hanno due bambine e abitano nella comunità pastorale di Lurate Caccivio. Lo scorso anno, in modo molto spontaneo, accompagnando all’ordinazione don Matteo Biancardi, si sono legati al Seminario, diventando una “famiglia amica”.

Così, a settembre, hanno accettato l’invito del parroco di seguire, in modo più strutturato, la fraternità che stava nascendo nella loro comunità, per uno scambio vocazionale che avrebbe dato i suoi frutti.

«È stata un’esperienza che ci ha fatti crescere- sottolinea Marta-. In Federico, Pietro, Michele e Simone, sulla strada del discernimento e allo stesso tempo impegnati in un nuovo tipo di fraternità, abbiamo rivisto tanti passaggi della nostra giovinezza e degli inizi della nostra vita matrimoniale».

Per i due coniugi si è trattato di un importante riconoscimento al ruolo dei laici nell’accompagnare dei giovani in cammino verso al sacerdozio. Un ruolo di guida che hanno avvertito da subito come positivo, responsabilizzante e gratificante.

«Non è stato facile trovarci incastrando i nostri impegni con i loro – ammette Marta – ma ogni volta si è rivelata un’esperienza bellissima, che ci ha permesso di aprirci su argomenti personali, mettendoci in gioco. All’ultimo incontro abbiamo regalato ai seminaristi un portachiavi a forma di casa, a significare che, dovunque andranno, la nostra casa sarà sempre anche casa loro».

Quattro le tematiche affrontate, dopo una cena informale, di comune accordo con il Seminario: decidere insieme, l’inatteso e l’imprevedibile, conflitti e riconciliazione e la gratitudine. «Il tema del conflitto è stato quello che ci ha coinvolti di più – confida Marta-. Sono uscite riflessioni molto sentite e passionali, anche perché si era creato con i seminaristi un legame più forte e una maggiore confidenza, rispetto ai primi incontri».