Professione monastica e assunzione degli impegni tipici della tradizione benedettina, nella celebrazione presieduta dall’Arcivescovo quale segno di comunione con la Chiesa ambrosiana. Pubblichiamo l’omelia

Fratel Alberto Longo
Fratel Alberto Longo

«Accoglimi, Signore, secondo la tua parola e avrò la vita; non deludermi nella mia speranza»: nel pomeriggio di venerdì 13 settembre fratel Alberto Longo ha cantato questo versetto del Salmo 118/119 (v. 116), dopo aver letto – come vuole la Regola di San Benedetto – la sua scheda di professione, con la quale ha assunto gli impegni tipici della tradizione benedettina, professando la sua stabilità, obbedienza e conversione di vita. Con la sua professione monastica, emessa durante la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini (in allegato l’omelia), e alla quale hanno partecipato come concelebranti i due Vescovi ausiliari e Vicari episcopali per la vita consacrata maschile e femminile, monsignor Paolo Martinelli e monsignor Luigi Stucchi, fratel Alberto è entrato a far parte in modo definitivo della Comunità monastica benedettina Ss. Trinità di Dumenza, come l’attuale priore fratel Luca Fallica gli ha confermato al termine del rito di professione, dicendogli: «D’ora in poi in tutto, nei beni materiali e nei beni spirituali, vi sarà comunione tra noi e te».

«Accoglimi, Signore»: questa espressione nel testo latino viene tradotta con il verbo «suscipe», nel quale risuona la preposizione «sub» che il testo italiano non riesce a rendere: è un chiedere di essere accolti, ma «da sotto», da una mano che, mentre riceve, anche sostiene, porta, e rende così possibile ad Alberto e a ogni monaco di condurre a compimento, con fedeltà, la propria promessa, confidando nella misericordia di Dio, della quale mai si deve disperare, come San Benedetto afferma nella sua Regola.

Fratel Alberto è giunto così a una tappa importante del suo cammino di ricerca di Dio, iniziato da lontano. Nato 34 anni fa ad Asti, dopo la maturità ha vissuto un’esperienza di vita comunitaria con i Salesiani di don Bosco, che lo ha condotto il 14 settembre 2014, nella festa dell’Esaltazione della Croce, a emettere la sua professione perpetua in quella Congregazione religiosa. Percependo tuttavia che la sua ricerca non era conclusa, su consiglio del suo padre spirituale ha chiesto di poter iniziare un cammino di formazione presso la Comunità monastica di Dumenza, che lo ha condotto, dopo un prolungato periodo di prova, a una scelta definitiva, espressa ora con la sua professione monastica.

Fratel Alberto diviene così il decimo professo di voti perpetui della Comunità, attualmente composta da sedici fratelli, di cui sei ancora in formazione. La Comunità della Ss. Trinità, che dal novembre del 2005 vive la sua ricerca di Dio nei boschi sopra il Lago Maggiore, assume gli impegni tipici della Regola di San Benedetto, alternando tra loro i tempi della preghiera, del lavoro, della lectio divina e dello studio, in un ritmo che compagina insieme la vita personale e la vita fraterna, con uno stile di apertura e di condivisione che si attua soprattutto attraverso l’ospitalità. Sua caratteristica è di essere una comunità di diritto diocesano, con un inserimento peculiare nella Chiesa locale di Milano. Per questo è particolarmente bello ed eloquente che la celebrazione della professione sia stata presieduta dall’Arcivescovo, segno di una comunione che, da monaci, i fratelli della Comunità desiderano vivere con l’intera Chiesa ambrosiana.

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