«...il vero regalo? Sentire al telefono le voci dei miei genitori nel mio Paese...»

di Lota Bergonio
Responsabile Comunità filippina di san Tomaso

03 Filippini

Sono in Italia da quasi vent’anni e ormai ho trascorso qui 19 Natali. Nelle Filippine, il mio Paese, fin dall’inizio di settembre la gente comincia ad addobbare le case con decorazioni, intona canzoni natalizie, inizia a comprare piccoli regali per i propri cari e a organizzare incontri. Insomma, una festa che si vive davvero intensamente. Ma ovviamente la gioia nel festeggiare il Natale mi ha accompagnato anche qui in Italia.

Vivo a Milano, con mio marito e mio figlio, e nel mio stesso condominio abitano anche le mie sorelle maggiori: noi siamo al secondo piano, loro al terzo e al quinto. Una vicinanza fortunata, che ci consente di condividere anche questa occasione festosa. Se non fosse per i lavori attualmente in corso sulle scale del palazzo, fuori dalla porta di casa avrei sicuramente già piazzato il Parol, una lanterna tradizionale.

Tutta la mia famiglia fa parte della Comunità filippina di San Tomaso, che conta più di trecento persone e che si riunisce nella parrocchia di Santo Stefano. Come avviene tutti gli anni, la Comunità festeggerà il Natale in un locale preso appositamente in affitto: abbiamo già fissato la data, sarà sabato 8 dicembre. Gusteremo sicuramente cibi e dolci delle nostra tradizione gastronomica, come il Kalamay (una torta di riso) o il Puto (con farina di riso) e tanti altri. Ci saranno giochi e intrattenimenti. Tutti vestiremo di rosso o comunque con colori vivaci. E la festa si concluderà col famoso monito-monita (secret santa), con lo scambio dei regali.

Un’altra usanza natalizia molto diffusa nelle Filippine è il karoling, quando si visitano le case per portare gli auguri: spesso a farlo sono i bambini, che cantano e poi restano in attesa di qualche moneta, oppure di caramelle. Qualche anno fa il coro della nostra Comunità milanese ha girato casa per casa per il karoling: i soldi così raccolti sono stati destinati in beneficenza.

Come nelle Filippine, le celebrazioni liturgiche iniziano il 15 dicembre, con il primo giorno della Novena chiamata Simbang Gabi: nove Messe quotidiane fino al giorno di Natale. A Milano si celebrano di sera, mentre nel mio Paese sono alle 4 o alle 5 del mattino. Personalmente la considero una fortuna, perché se non riesco a partecipare al Simbang Gabi completo, trovo che perda di significato. Quindi tutte le sere, nonostante la fatica della giornata lavorativa, conservo sempre la voglia di passare in chiesa per partecipare alla Messa: è anche un bel momento di incontro con i miei connazionali, per non parlare del Salabat, la tisana allo zenzero offerta al termine della funzione… Una Messa, quella del 17 dicembre, sarà celebrata nel Duomo, che in questa occasione, come sempre, sarà affollato di filippini.

A Natale, infine, dopo la Messa, ci riuniremo in famiglia. Quello sarà il momento per prendere il telefono e chiamare i nostri cari nelle Filippine per fare loro gli auguri. Finché riuscirò a sentire le voci dei miei genitori, per me quelli saranno i veri regali di Natale del Signore.

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