L’incontro tra l’Arcivescovo e i coordinatori degli istituti cattolici della diocesi all’Angelicum di Milano conferma l’attenzione per un luogo strategico per la pastorale

di don Fabio LANDI
Responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale scolastica

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L'Arcivescovo con studenti e genitori in occasione di una Messa d'Avvento in Duomo

Ogni scuola è un crocevia di storie e di percorsi. Ci sono innanzitutto i bambini o i ragazzi, che a scuola vengono per imparare, ma, prima ancora, per incontrare i loro compagni e i loro amici. Per loro la scuola è una grande palestra di relazioni, un’occasione unica per mettersi alla prova facendo i conti con un sistema sociale complesso, con regole, tempi e spazi definiti in un luogo abitato da coetanei, ma anche da adulti. I docenti, infatti, non sono solo i mediatori di un sapere che deve essere trasmesso: nel loro modo di essere, di parlare, perfino di vestire, nelle relazioni che intessono con gli alunni, ma anche tra loro, agli occhi dei più piccoli sono quotidianamente il volto concreto di quel mondo che li precede e che li aspetta. Ma tra gli adulti che popolano la scuola c’è anche tutto il personale che, a vario titolo, contribuisce al suo funzionamento, talvolta svolgendo un lavoro dietro le quinte, in altri casi in prima linea, magari all’ingresso o nei corridoi. Tutte queste persone vivono insieme molte ore ogni giorno, condividono fatiche ed entusiasmi, imparano a conoscersi, a rispettarsi (e a sopportarsi) a vicenda.

Ma intorno alla scuola, pur non entrandoci direttamente, quanta importanza hanno i genitori! E quanto spazio ha la scuola nei discorsi e nella vita di una famiglia! La scuola è presente nei racconti, condiziona gli umori, impone i propri tempi e le proprie esigenze. Contemporaneamente offre opportunità, sollecita coinvolgimento nei progetti e non di rado diventa un riferimento e un aiuto nei momenti difficili. Quasi sempre la scuola allarga le relazioni familiari: i genitori dei compagni di classe cominciano a frequentarsi tra loro, stringono nuove amicizie, si consultano reciprocamente nelle diverse fasi della crescita dei propri figli. Se oltre ai genitori si pensa ai nonni, alle “tate”, a chi accompagna gli alunni nello studio, ci si accorge che un intero mondo gravita intorno alla scuola.

Proprio per questo la scuola è un luogo strategico per la pastorale ordinaria della Chiesa: la vita di tante persone in un modo o nell’altro passa di lì.

A partire da queste considerazioni l’Arcivescovo ha invitato tutti i coordinatori didattici delle scuole cattoliche della diocesi a un incontro presso il Teatro Angelicum di Milano il prossimo 20 febbraio. La Chiesa ambrosiana ha una lunga tradizione di impegno nell’ambito scolastico. Il fiorire di tante scuole cattoliche e di ispirazione cristiana sul nostro territorio (circa un migliaio) ne è un segno evidente. I coordinatori didattici sono figure-chiave nel complesso intreccio di relazioni di ogni scuola e, mentre toccano in modo molto concreto il funzionamento quotidiano delle attività, simbolicamente rappresentano, nell’esercizio del loro ruolo, tutto il variegato mondo che ogni mattina si dà appuntamento al suono della campanella.

L’invito esprime quindi innanzitutto riconoscimento per quell’immenso lavoro che tante persone portano avanti con competenza e dedizione, incidendo profondamente nella vita dei singoli e della società. Dice poi, anche nel titolo che è stato dato all’incontro («Facciamo Scuola, Facciamo Chiesa») che fare scuola non è solo istruire, ma è un modo di fare Chiesa, perché è un modo di vivere e far crescere quella comunione che nasce dalla passione divina per gli uomini e per il loro bene: una passione che chiede tanta pazienza, fedeltà e fiducia, ma che restituisce, secondo la promessa evangelica, il centuplo per tutti.

In questo senso, se anche all’appuntamento del 20 febbraio si toccheranno senz’altro questioni specifiche, il messaggio fondamentale dell’incontro non è per addetti ai lavori, ma è un messaggio per tutti: vivere fino in fondo il compito educativo nella scuola è un modo per fare in pienezza esperienza di Chiesa.

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