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Auguri

«Il Risorto ci dona la pace, il suo Spirito e la gioia»

Il videomessaggio pasquale dell'Arcivescovo ai fedeli ambrosiani: «Gesù è presente, possiamo incontrarlo». E parlare con lui della guerra, dell’insegnante aggredita a scuola, della tristezza del mondo causata dal «non ricevere i doni di Dio»

4 Aprile 2026

«Vi auguro buona Pasqua perché Gesù è risorto e ci dona la sua pace, perché Gesù è risorto e ci dona il suo Spirito, perché Gesù è risorto e ci dona la sua gioia»: questo l’augurio dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ai fedeli ambrosiani nel videomessaggio che pubblichiamo qui sotto.

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La resurrezione «non è una tra le tante notizie che vengono diffuse oggi», rileva monsignor Delpini. Non è neppure un dogma da «professare con ferma fede per essere cattolico». È piuttosto un incontro, «una visita che il Signore vuol fare a noi, a tutta la Chiesa». È quanto hanno sperimentato i discepoli, Maria di Magdala, Paolo… «Gesù è presente e io lo incontro nella celebrazione dei sacramenti, nell’ascolto della Parola, nel silenzio della preghiera, nel servizio della carità…».

Per dirgli cosa? «Vorrei chiedergli cosa devo pensare di fronte alla guerra, nel Medio Oriente e in tante altre parti della Terra». E lui cosa risponderebbe? «Non ha la soluzione come una sorta di incantesimo, forse dirà, come ha detto ai discepoli: “Pace a voi, vi do la mia pace”», incaricando «ciascuno di noi di essere operatori di pace».

Lo stesso vale per la «notizia sconcertante» della professoressa aggredita «con intenti omicidi» da un alunno «così giovane». Gesù risponderebbe: «Vi do lo Spirito Santo perché a chi perdonerete i peccati questi siano perdonati». Spirito Santo che non è «una parola magica che può cambiare il cuore delle persone», ma è «amore che rende capaci di amare». Di questo amore la professoressa «è un esempio», perché è «riconoscente all’altro ragazzo che l’ha salvata, e a chi ha donato il sangue perché lei potesse vivere». Un amore che ci rende capaci di amare, rileva l’Arcivescovo, «può visitare anche le anime tenebrose, anche i cuori confusi, anche le menti folli che possono suggerire azioni cattive».

Parlando invece delle «tante persone malate di tristezza», Gesù direbbe: «Vi do la mia gioia, la gioia piena sia in voi». E forse si capirebbe «che la tristezza del mondo ha la sua radice nel non ricevere i doni di Dio».