Dopo due anni e mezzo di lavori la chiesa dedicata a San Vincenzo Levita e Martire si ripropone con rinnovata bellezza, accompagnata da una serie di eventi culturali e religiosi

di Ylenia Spinelli

chiesa parrocchiale S. Vincenzo Martire di Cremnago
La chiesa parrocchiale di San Vincenzo Martire a Cremnago

«La tua casa, la nostra casa». È questa la scritta che da qualche settimana campeggia sopra il portone d’ingresso della chiesa parrocchiale di Cremnago di Inverigo (Como), dedicata a San Vincenzo Levita e Martire, rimasta chiusa due anni e mezzo per importanti lavori di ristrutturazione.

Inutile sottolineare che, per chi è nato e cresciuto in paese, non si tratti di un semplice edificio deputato al culto, ma di una vera e propria casa, che da sempre, silenziosamente, custodisce fra le sue mura ricordi significativi della vita di ciascuno. In questi anni per molti non è stato semplice accettare l’idea di partecipare alle varie celebrazioni in oratorio o presso il cinema-teatro. Per questo la Messa della notte di Natale, la prima celebrata nella parrocchiale, che si è così mostrata in tutta la sua rinnovata bellezza, è stata particolarmente sentita.

Ma la festa che l’intera comunità di Cremnago ha organizzato per la riapertura della sua chiesa sarà in prossimità della memoria liturgica del patrono (22 gennaio). Così da giovedì 17 a domenica 20 sono stati programmati una serie di eventi culturali e religiosi per permettere ai parrocchiani, ma non solo, di tornare a vivere la propria chiesa e riscoprirla da un punto di vista artistico, dato che ciò che ha maggiormente colpito (e forse anche un po’ distratto i fedeli, più volte sorpresi con il naso all’insù) sono stati i ritrovati affreschi del catino absidale, portati alla luce grazie al lavoro di varie maestranze, coordinate dalla restauratrice comasca Angela Cal.

I festeggiamenti si apriranno giovedì 17 gennaio alle 20.30 con la Messa concelebrata da padre Elia Citterio, nativo di Cremnago. Il giorno successivo, alle 20.30, il religioso, docente di Teologia dommatica all’Istituto superiore di Scienze religiose di Alessandria ed esperto della tradizione spirituale delle Chiese d’oriente, terrà poi un incontro dal titolo “La Chiesa, luogo di identità e comunione. Ieri e oggi”, per riflettere sul significato dell’essere una comunità che vive e cresce con la sua Chiesa, trovando nel passato le radici su cui costruire il presente.

Sabato 19, alle 21, il grande concerto del maestro Roberto Mucci, organista della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo, metterà in mostra le potenzialità espressive del pregiato Serassi-Ermolli, rimasto muto per diversi decenni. Costruito nel 1808 dal bergamasco Giuseppe Serassi II – tra i maggiori esponenti della storia organaria italiana ed europea – arriva a Cremnago nella seconda metà del secolo XIX e nel 1899 subisce un’importante revisione da parte dell’organaro Vittore Ermolli. Ora le sue note torneranno a echeggiare nelle navate della chiesa grazie all’opera del maestro organaro Pietro Corna da Leffe. Domenica 20, dopo la Messa solenne delle 10, accompagnata dalla corale “Santa Cecilia”, ci sarà un aperitivo per tutti. Nel pomeriggio, dalle 15, le visite guidate per i ragazzi e per gli adulti, metteranno in luce i ritrovati affreschi del catino absidale realizzati nel primo quarto dell’Ottocento e rappresentanti san Carlo in gloria circondato da angeli. I festeggiamenti si chiuderanno alle 20.30 con il concerto del coro “LineArmonica” di Nibionno.

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