I responsabili decanali si riuniscono a Seveso per l’appuntamento annuale, dal titolo «Verso Gerusalemme, città dell’incontro e della fraternità»

fraternità

«I cristiani in forza del battesimo sono profeti di una Parola che non si limita a contestare le idolatrie, a rimproverare i peccati, a lamentarsi della decadenza dei tempi: sono profeti, hanno proposte, hanno soluzioni, hanno qualcosa da dire nel dialogo con tutti gli uomini di buona volontà. Per questo sentiamo nostro compito imprescindibile, nel tempo del nostro pellegrinaggio, abitare pienamente gli ambienti di vita che condividiamo con tutti».

Dopo la pausa estiva i responsabili delle Caritas decanali ripartono dalle indicazioni dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, contenute nella nuova lettera pastorale Cresce lungo il cammino il suo vigore. Proprio profezia e cambiamento saranno infatti i termini attorno ai quali si svilupperà la riflessione nel corso dell’incontro che li vedrà protagonisti sabato 15 settembre, dalle 9.30, al Centro pastorale ambrosiano di Seveso (via San Carlo 2), in occasione del convegno annuale.

L’incontro sarà aperto da don Giovanni Perini, responsabile delle Caritas diocesane del Piemonte, con una relazione del titolo “Promuovere, coordinare, animare in forme consone ai tempi”. Nel corso della mattinata seguirà l’intervento di monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale e presidente di Caritas Ambrosiana. Nel pomeriggio si affronteranno gli aspetti programmatici con Franco Vernò, esperto di welfare, e il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti.

«In questi tempi difficili, in cui i seminatori d’odio manifestano la loro protervia, l’Arcivescovo ci invita a non limitarci alla condanna, ma a testimoniare con atti concreti che la vita per i cristiani è una vocazione alla fraternità, alla solidarietà, alla responsabilità di condividere la gioia del Vangelo, la letizia dell’amore, l’esultanza della santità – sottolinea Gualzetti – Sono parole impegnative che richiedono oggi una risposta all’altezza della sfida posta dal contesto che viviamo».

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