Dopo la conclusione dell’XI mandato, in maggio i presbiteri chiamati a partecipare alla elezione dei nuovi membri. Un passaggio nell’ottica del tema lanciato con forza dal Papa e del desiderio dell’Arcivescovo di intensificare l’interazione con la fraternità del clero decanale

di monsignor Paolo MARTINELLI
Vescovo ausiliare e Vicario per il Consiglio presbiterale

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Con la XIX sessione, celebrata online il 19 e il 20 aprile, sulla ricezione della enciclica di papa Francesco Fratelli tutti, il Consiglio presbiterale ha concluso il suo XI mandato. Nei prossimi giorni occorrerà procedere a rinnovare la sua composizione. Per questo i presbiteri saranno chiamati a partecipare alla elezione dei nuovi membri (clicca qui per accedere alle votazioni on line).

Il rinnovo di questo organismo rappresenta un momento di Chiesa molto importante. Il Consiglio presbiterale, infatti, è un organismo fondamentale della vita diocesana, come recita il suo stesso statuto: «È costituito da presbiteri rappresentanti l’intero presbiterio, come il senato dell’Arcivescovo; ad esso spetta coadiuvare l’Arcivescovo nel governo della Diocesi, a norma del diritto, affinché venga promosso nel modo più efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata» (Art. 1).

Il rinnovo del Consiglio presbiterale acquista poi una particolare importanza in questa stagione della vita ecclesiale in cui il tema della sinodalità è rilanciato con grande forza a livello universale da papa Francesco. Come è noto, anche la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi avrà come tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. Anche la nostra diocesi appare sempre più sensibile a questo tema; emblematica a questo proposito è stata la celebrazione del Sinodo minore “Chiesa dalle Genti” all’inizio dell’episcopato del nostro Arcivescovo. Il Sinodo “Chiesa dalle Genti” ci ha portato ad accogliere la sfida della comunione e della missione in quella “pluriformità nella unità” in cui le differenze vengono accolte e valorizzate in un cammino condiviso. La “Chiesa dalle genti” non può che essere una “Chiesa sinodale”.

In questa prospettiva, il rinnovo della composizione del Consiglio presbiterale per il nuovo mandato diviene un momento ecclesiale forte, in cui si esprime un livello importante della corresponsabilità di tutto il presbitero diocesano nel confronti del proprio Vescovo. Per incrementare la dimensione sinodale, l’Arcivescovo ha espresso il desiderio che venga intensificata l’interazione tra Consiglio presbiterale e fraternità del clero decanale in relazione ai temi che vengono affrontati di volta in volta in ogni sessione. In tal modo il Consiglio presbiterale potrà davvero esprimere sempre meglio il compito di coadiuvare l’Arcivescovo nel governo della porzione di popolo di Dio che gli è affidata. Il rinnovo di questo organismo è dunque occasione favorevole per approfondire l’essere Chiesa in “stile sinodale”.

 

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