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La Pasqua 2026 nella Chiesa ambrosiana

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Solidarietà

Vicini alla Terra Santa, con le offerte e non solo

La tradizionale Colletta del Venerdì Santo è il punto di arrivo di un percorso fatto di conoscenza, preghiera e responsabilità. Pellegrinaggi, gemellaggi, progetti di assistenza sono tutte forme di sostegno a quanti custodiscono la presenza cristiana nei Luoghi Santi

di Massimo PAVANELLO Incaricato diocesano Turismo e Pellegrinaggi

30 Marzo 2026
Colletta Terra Santa 2026

Quest’anno, a Milano, la Colletta del Venerdì Santo  ha il calore della memoria affettuosa. Troppo freschi sono i pellegrinaggi dei vescovi lombardi e dei preti ambrosiani, oltre che dei piccoli gruppi parrocchiali, per non pensare con struggimento alle persone incontrate recentemente nella terra di Gesù. Una frustrazione che tocca pure i pellegrini mancati, a causa della recrudescenza bellica.

La nostra Diocesi, tuttavia, non ha fermato il proprio sostegno: nel 2025, durante il Triduo pasquale, sono stati raccolti 184.164,69 euro. La cifra è in leggera flessione sull’anno precedente. Ma non conteggia le moltiplicate donazioni dirette.

Dai gemellaggi alla prossimità reale

L’aiuto al devastato Medio Oriente, infatti, non è un gesto occasionale. Sempre più parrocchie milanesi hanno avviato gemellaggi, relazioni stabili e progetti condivisi con realtà della Terra Santa.

Un esempio iconico è stata l’accoglienza, la scorsa estate, di alcuni ragazzi palestinesi in occasione del Giubileo dei giovani. Anche Caritas Ambrosiana si è mobilitata, fin dall’inizio dei conflitti, per sostenere concretamente le popolazioni colpite. In tale direzione si inserisce il progetto dei Regali Solidali di Pasqua. Uno di questi è finalizzato proprio alla realizzazione di una unità materno-infantile a Gaza City. Mentre continua l’appoggio a Caritas Libano, Iraq e altre località tristemente note.

La Colletta diventa così il punto di arrivo di un percorso ampio fatto di conoscenza, preghiera e responsabilità. A rafforzare questa consapevolezza, si diceva, sono stati anche due recenti pellegrinaggi ufficiali in Terra Santa. Quello svolto dai vescovi lombardi è raccontato nel volume Sia pace nei tuoi confini (Centro Ambrosiano), con prefazione del cardinale Pierbattista Pizzaballa.

Dentro il conflitto, scintille di luce

Proprio il Patriarca di Gerusalemme dei Latini offre, nel suo scritto, una chiave per leggere il presente: «Non dobbiamo aspettare la fine del conflitto per vivere la nostra missione. Il conflitto, ormai, fa parte della vita di questa terra». E ancora: «La nostra vocazione è insegnare un modo evangelico di starci dentro». Parole che invitano a non rimandare l’impegno per la pace, ma a viverlo dentro la complessità della storia, guardando alla Gerusalemme celeste come modello di una città «che accoglie, che guarisce, che tiene insieme tutti i popoli».

L’arcivescovo Mario Delpini ha riferito, inoltre, di aver incontrato scintille di luce in mezzo alla desolazione: scuole nei villaggi beduini, dove l’educazione diventa resistenza quotidiana, e realtà come l’istituto per bambini audiolesi di Betlemme. «Una scintilla di luce in una terra deserta», ha osservato, segnalando come anche nelle condizioni più difficili possano nascere esperienze capaci di generare futuro.

Non restare indifferenti

Queste testimonianze rendono ancora più evidente il valore della Colletta. Non è solo un aiuto economico, ma un sostegno a quanti custodiscono la presenza cristiana nei Luoghi Santi. Scuole, parrocchie e opere sociali diventano così spazi di convivenza, dove fedeli di ogni credo possono incontrarsi e costruire relazioni nuove.

Il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, in un messaggio per il prossimo Venerdì santo, invita proprio a non cedere alla rassegnazione: «Noi cristiani non possiamo che sperare, perché Dio è la nostra speranza». Donare, allora, non è soltanto un atto di carità, ma una presa di posizione contro l’indifferenza: «Senza un sacrificio […] restiamo inerti in questo mondo in fiamme». Parole in sintonia con quelle del Custode di Terra santa, padre Francesco Ielpo, il quale si rivolge direttamente ai donatori: «La vostra vicinanza è un segno prezioso di speranza e di fraternità: aiutateci a donare speranza e seminare la pace!».