Rientra nel primo lotto dei 55 appartamenti ristrutturati dalla Caritas Ambrosiana per la visita del Pontefice. L’assegnatario è l’egiziano Reda Afify: «Sono molto grato di questo dono che viene dal Signore»

di Francesco CHIAVARINI

appartamenti Caritas

«Sono molto grato di questo dono che viene dal Signore». Lo ha detto Reda Afify firmando il contratto d’affitto della sua nuova casa. Ai primi di giugno, appena i figli più grandi finiranno le scuole, farà il trasloco nella nuova abitazione: un bilocale di poco più di 50 metri quadrati, nel quartiere Niguarda, che rientra nel primo lotto dei 55 appartamenti ristrutturati dalla Caritas Ambrosiana per la visita di papa Francesco.

«Siamo felici di poter consegnare il primo appartamento proprio oggi, Giovedì santo, un giorno così carico di significato e che dimostra come la Chiesa sia capace di annunciare il Vangelo non solo attraverso la parola, ma anche gesti concreti, come dare la casa a chi ne ha bisogno», ha detto Luciano Gualzetti, consegnando le chiavi del nuovo appartamento.

Impiegato come direttore di McDonald’s a Milano, da 15 anni in Italia, Afify ha partecipato al bando pubblico, pubblicato da Caritas Ambrosiana per l’assegnazione degli alloggi. Per condizioni di reddito e familiari, la sua domanda aveva i requisiti per essere accolta. E così Afify ha potuto ottenere la casa.

«Per questo appartamento Afify pagherà un affitto mensile di 300 euro – ha spiegato il presidente della Fondazione San Carlo, Daniele Conti -: un prezzo intermedio tra il canone sociale e quello di mercato, che abbiamo individuato proprio allo scopo di dare una risposta alla domanda di alloggi espressa da una fascia di popolazione che non ha i requisiti per l’alloggio popolare, ma nemmeno le capacità economiche per affrontare il mercato immobiliare».

Nelle prossime settimane firmeranno i contratti anche le altre famiglie e entro l’estate verranno assegnate tutte le abitazioni. Si concluderà così un progetto complesso voluto fortemente dallo stesso Arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, come segno di misericordia a conclusione dell’Anno santo e dono simbolico da offrire al Santo Padre in occasione della sua visita a Milano, lo scorso 25 marzo.

I 55 alloggi del quartiere Niguarda sono stralciati dall’elenco Erp (Edilizia residenziale pubblica) e assegnati dal proprietario, il Comune di Milano, alla Fondazione San Carlo. L’intervento è stato possibile grazie alla Diocesi di Milano, che ha garantito i costi dell’intera operazione attingendo ai fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. Gli assegnatari sono stati selezionati da Caritas Ambrosiana in base a un avviso pubblico secondo i seguenti requisiti: essere cittadini italiani, europei o, se stranieri, avere un permesso di soggiorno da almeno due anni; avere un reddito Isee non superiore a 26 mila euro; avere residenza o attività lavorativa nel Comune di Milano da almeno un anno; non possedere altro alloggio adeguato sul territorio regionale. Gli alloggi saranno affittati a canone calmierato: 8 saranno riservati a nuclei familiari in stato di necessità ed emergenza abitativa, individuati dai Servizi sociali del Comune.

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