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Seregno

Casa della Carità, a servizio di una Chiesa attenta alla povertà e alle difficoltà delle persone

Il bilancio dei primi cinque anni di attività nelle parole del presidente monsignor Bruno Molinari, del direttore Gabriele Moretto e dell’assessore comunale alle Politiche sociali Laura Capelli

di Luigi LOSA

23 Aprile 2026
il direttivo di casa della carità con mons. molinari al centro

«Il bilancio è estremamente positivo a partire dalla collaborazione nata tra le Caritas parrocchiali che operavano in precedenza e che ha dato vita, per una precisa scelta dell’intera Comunità pastorale, a un’attività che opera a largo raggio, è conosciuta da tutta la città e non soltanto, nella linea di una Chiesa attenta alla povertà e alle difficoltà delle persone». Così monsignor Bruno Molinari, responsabile della Comunità pastorale San Giovanni Paolo II commenta i risultati dei primi cinque anni di attività della Casa della Carità papa Francesco di Seregno, da lui già auspicata un decennio orsono, fortemente sostenuta e di cui è presidente e responsabile.

Casa della Carità Seregno
Veduta esterna della Casa

Educare alla carità

«La Casa della Carità è l’espressione più autentica di una Chiesa che si educa e che cerca di educare alla carità secondo il Vangelo -riprende -. Quel che è sorprendente è la crescita avvenuta in cinque anni, sia dei servizi offerti dalla struttura, sia anche dei volontari che vi operano, in termini non soltanto numerici. Averla dedicata un anno fa a papa Francesco, proprio all’indomani della sua scomparsa, è stata una precisa volontà di rispondere al suo desiderio di una Chiesa al servizio dei poveri».

«Alla Casa della Carità non arrivano solo persone senza dimora, ma anche famiglie e persone comuni che si ritrovano in difficoltà – sottolinea a sua volta Gabriele Moretto, uno dei fondatori e quindi direttore della struttura -. Spesso chi arriva qui non ha una rete che possa aiutarlo; noi cerchiamo di offrire un primo sostegno concreto. Dall’inizio delle attività abbiamo visto un’inversione significativa: all’inizio la percentuale di stranieri era molto più alta, mentre oggi cresce quella degli italiani. Sono aumentate le richieste di sostegno alimentare da parte di famiglie che, pur lavorando, non riescono ad arrivare a fine mese. Un tempo il problema si manifestava soprattutto nella quarta settimana del mese; oggi si comincia a parlarne già nella terza. Il caro affitti sta incidendo moltissimo».

«Come amministrazione comunale abbiamo cercato di fare la nostra parte – dichiara Laura Capelli, assessore alle Politiche sociali di Seregno -, sia dal punto di vista del sostegno, sia da quello della collaborazione, che continua ormai da anni. La Casa della Carità è ormai un punto di riferimento importante anche per le nostre politiche sociali».