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Emergenza

Sudan sull’orlo della carestia, Caritas si mobilita

Sul futuro prossimo incombe il rischio di una catastrofica ricaduta della guerra civile e dell’instabilità meteorologica, che condizionano l’invio degli aiuti umanitari. L’organismo diocesano, con la Pastorale missionaria, ha rivolto al Paese africano uno dei progetti dell’Avvento di Carità

di Paolo BRIVIO

3 Novembre 2026

In calce al documento ci sono le firme di 31 Ministri degli Esteri e della Cooperazione allo sviluppo di altrettanti Paesi (soprattutto europei – tra cui l’Italia -, ma anche di Australia, Canada e Stati Uniti). La “Dichiarazione congiunta sul rischio di carestia in Sudan” è stata pubblicata il 23 ottobre e testimonia l’acuta preoccupazione per le sorti di un Paese in cui «si stima che 19,5 milioni di persone (il 41% della popolazione) stiano vivendo elevati livelli di insicurezza alimentare acuta, di cui 5 milioni in condizioni di insicurezza alimentare di emergenza».

Rifugiati sudanesi in Ciad

La guerra e l’emergenza climatica

Le gravi difficoltà attuali e l’angosciante rischio di carestia dipendono anzitutto dalla guerra civile che infuria nel Paese da aprile 2023 tra l’esercito regolare (Saf), comandato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di supporto rapido (Rsf), guidate dal generale Mohamed Hamdan Dagalo “Hemetti”. Alle dinamiche belliche, che in tre anni e mezzo hanno causato (stima) più di 150 mila morti e prodotto 8,6 milioni di sfollati interni e quasi 4,4 milioni di rifugiati in alcuni Paesi confinanti, destabilizzando di fatto un’ampia porzione dell’Africa nord-orientale, si aggiungono l’ostruzione sistematica degli aiuti, a motivo dell’insicurezza diffusa e del collasso di importanti infrastrutture, e gli effetti del mutamento climatico e, in questi mesi, del fenomeno meteorologico El Niño, cause di una drastica riduzione delle precipitazioni e dell’aggravamento della siccità in oltre metà del Paese.

In Sudan si combatte per svariati motivi. A cominciare dal controllo delle filiere di estrazione ed esportazione, in accordo con molti Paesi stranieri, di importanti risorse (in primis petrolio e oro). La “Dichiarazione congiunta” esorta le parti in conflitto «a consentire e agevolare un accesso umanitario completo, sicuro, rapido e senza impedimenti». Per evitare che si ripeta quanto accaduto, anche a causa della drastica riduzione degli aiuti statunitensi, nel 2025, quando il Piano di assistenza umanitaria per il Sudan fu finanziato e concretizzato per meno del 40% di quanto stabilito dagli organismi internazionali di settore.

Copyright Philipp Spalek – Caritas internationalis

 

Gli interventi Caritas

La rete internazionale Caritas opera sin dall’inizio della guerra a favore delle popolazioni civili che ne sono vittima. In questo sforzo, Caritas Ambrosiana si è ritagliata un ruolo di supporto alla Caritas del Vicariato apostolico di Mongo, che copre un vastissimo territorio del Ciad centro-orientale, confinante per centinaia di chilometri con il Darfur e il Kordofan, Stati del Sudan dove si sono concentrate le peggiori atrocità della guerra. Nel corso degli anni sono stati elaborati e sostenuti diversi progetti a favore sia dei profughi sudanesi in Ciad, sia delle comunità locali sottoposte alla pressione di drammatici flussi di rifugiati: distribuzione di aiuti d’emergenza (come i 250 mila pasti distribuiti in primavera nel campo di transito nella località di frontiera di Tiné, vedi foto), ma anche la realizzazione di orti comunitari, sistemi di irrigazione e mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici, scuole, pozzi d’acqua potabile.

Il pozzo in Ciad

Il progetto d’Avvento

Di nuovo all’“Acqua, fonte di sviluppo”  è dedicato il progetto che Caritas Ambrosiana e Ufficio di pastorale missionaria propongono alle parrocchie e ai donatori della diocesi di Milano per l’“Avvento di Carità 2026”: nuovi pozzi in cinque comunità rurali del Vicariato di Mongo consentiranno di migliorare la salute e la sicurezza alimentare di popolazioni locali e rifugiati sudanesi. Ma è anche possibile continuare a donare per la più generale Emergenza Sudan: con lo spettro della carestia alle porte, purtroppo nei prossimi mesi le occasioni di intervento non mancheranno.

Per sostenere la raccolta fondi di Caritas Ambrosiana

▪ Con carta di credito online

▪ In posta ccp n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano

▪ Con bonifico c/c presso il Banco Bpm Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700

Causale: Emergenza Sudan – Ciad. Acqua fonte di sviluppo

Info: https://donazioni.caritasambrosiana.it