«Per un servizio dei cristiani alla comunità civile» al centro dell'appuntamento in programma sabato 4 dicembre alle 17.30

Attilio-Nicora
Il cardinale Attilio Nicora

Sabato 4 dicembre, alle 17.30, nella Sala dei Papi a Casciago (largo De Gasperi 1), avrà luogo la presentazione del saggio del cardinale Attilio Nicora Carità e politica. Per un servizio dei cristiani alla comunità civile.

La “genialità” del Cardinale

Si tratta di un saggio scritto nel 1991, ma che conserva intatta tutta la sua attualità. Per richiamare gli impegni del cristiano nella vita civile e politica, Nicora scelse una pagina della Scrittura, la lettera di Paolo a Tito. Il testo è preceduto da un’introduzione che ne sottolinea i passi salienti ed è seguito da una postfazione, nonché da note bibliografiche che permettono di definire meglio tempi e stimoli storici. La genialità dell’impostazione di Nicora sta proprio nel non aver proposto un manuale di “istruzioni per l’uso” a beneficio dei politici e sempre troppo legato alle contingenze, ma di aver colto nel testo paolino un metodo valido allora come oggi e comune sia al cittadino semplice, sia al politico impegnato.

A promuoverne la pubblicazione sono stati il Comitato Amici del Cardinal Attilio Nicora e il Gruppo Lettera alla Città. Nell’incontro di Casciago, dopo il saluto del sindaco Mirko Reto e l’introduzione di Paola Bassani, sono previste le relazioni di Costante Portatadino e Cesare Chiericati. Al termine seguirà un aperitivo. Per partecipare è richiesto il Green pass.

La figura di Nicora

Don Attilio, come preferiva essere chiamato soprattutto dagli amici di Varese (dove era nato il 16 marzo 1937, nel rione della Motta), ha compiuto un percorso di straordinaria linearità e pienezza all’interno della Chiesa cattolica. Fin dai suoi anni giovani, quando a Varese fu protagonista, con altri amici, della rinascita del cattolicesimo giovanile locale come cofondatore del periodico studentesco locale Michelaccio, animatore di Gioventù studentesca e presenza vivissima dentro l’Oratorio di San Francesco.

Laureato in giurisprudenza, dopo il Seminario a Venegono si specializzò in diritto canonico cominciando una lunga marcia dentro le istituzioni della Chiesa cattolica. Chiamato all’episcopato da papa Montini nel 1977, divenne cardinale il 21 ottobre 2003.

Ha alternato impegni pastorali (a Milano con il cardinale Martini, poi nell’amatissima Verona come Vescovo) a quelli istituzionali, in un crescendo di responsabilità che lo portarono ai vertici della Cei, poi alla presidenza dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica), nella “vigilanza” dello Ior (la banca vaticana) e infine a capo dell’Aif, l’autorità di informazione finanziaria. In quest’ultima veste si occupò con grande rigore, nonostante ostacoli e difficoltà di varia natura, delle regole di trasparenza e correttezza del settore. Si dimise dall’incarico il 30 gennaio 2014.

Il suo capolavoro resta comunque la ridefinizione, negli anni Ottanta, degli accordi tra Chiesa e Stato italiano e “l’introduzione” dell’8 per mille, strumento decisivo per il dignitoso sostentamento del clero. Secondo il giurista Carlo Cardia – rappresentante dello Stato italiano nella commissione paritetica che attuò l’Accordo di revisione del Concordato – il cardinale Nicora «è stato un riformatore cui tutti dobbiamo qualcosa».

Qui il ricordo dell’Arcivescovo nel primo anniversario della scomparsa del Cardinale.

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