Papa Leone XIV è atteso a Parigi venerdì 25 settembre, la prima delle tre tappe, insieme a Lourdes e Metz, del suo quinto viaggio apostolico. In Francia tutto è pronto per accogliere il Pontefice che avrà numerosi impegni pubblici e ci saranno anche occasioni per salutarlo quando attraverserà in papamobile le vie di Parigi e di altre città.
In questi giorni che precedono la visita del Papa, si respira un’atmosfera di gioia tra i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, che si sono preparati per mesi per accogliere Leone XIV, e tra i 17 mila volontari, che si sono offerti per garantire il buon andamento della visita del Successore di Pietro. Questa gioia è condivisa anche dal nunzio in Francia, l’arcivescovo Celestino Migliore. Il rappresentante pontificio sottolinea che questo è il terzo viaggio del Papa nel continente europeo, dopo Monaco a marzo e la Spagna a giugno. Il Papa ha accettato gli inviti della Conferenza episcopale, del Capo dello Stato e dell’Unesco, scegliendo di intraprendere il viaggio appena un anno e mezzo dopo la sua elezione, «spinto dal desiderio di incontrare e rafforzare i cristiani francesi nella loro fede attiva e impegnata, e in particolare i catecumeni e i neofiti», osserva il nunzio. A loro sarà dedicato del tempo la mattina di sabato 26 settembre, presso l’Istituto Cattolico di Parigi.
Un rinnovato interesse per la fede
La Francia sta vivendo un aumento significativo del numero di persone che chiedono il battesimo e questa crescita tra «adulti e adolescenti ha suscitato grande interesse, ammirazione e incoraggiamento da parte del Santo Padre», ha affermato l’arcivescovo Migliore, riferendosi indirettamente alle parole del cardinale Jean-Marc Aveline, Arcivescovo di Marsiglia, che aveva menzionato questo fenomeno «interessante» durante la conferenza stampa dell’8 settembre, evidenziando una Francia che sembra «resistere alla secolarizzazione».
Durante l’Anno Giubilare, Leone XIV, insieme a funzionari dei dicasteri romani, aveva già espresso il desiderio di incontrare questi giovani catecumeni e neofiti, ricorda il nunzio, «per ascoltare direttamente da loro come fosse nato il desiderio di scoprire la figura di Gesù e come intendessero seguire il Vangelo». Il 29 luglio dello scorso anno, all’inizio del Giubileo della Gioventù, Leone XIV, tra l’altro, ha ricevuto oltre 500 giovani francesi che chiedevano il battesimo.
Cultura, istruzione e multilateralismo
Il 25 settembre, nel pomeriggio, Leone XIV seguirà le orme di Giovanni Paolo II che il 2 giugno 1980 parlò all’Unesco. Primo Papa a parlare nella sede dell’istituzione delle Nazioni Unite, incentrò il suo discorso sulla centralità dell’essere umano, sull’importanza della cultura per il futuro dell’umanità e sulla necessità di stabilire una sorta di “carta etica” per guidare il progresso tecnologico, affinché la scienza rimanga al servizio della pace. Il ruolo della Chiesa, sottolineò inoltre il Papa polacco, è quello di promuovere la costruzione del mondo di domani «non appoggiandosi sulle risorse della forza fisica, ma unicamente appoggiandosi sulla sua cultura. Questa cultura si è rivelata all’occorrenza d’una potenza più grande di tutte le altre forze».
Papa Leone, succederà a Giovanni Paolo II nella Sala Conferenze principale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, dove la Santa Sede è osservatore permanente. La Chiesa ritiene che «l’educazione e la cultura siano il fondamento della pace disarmante e pacificatrice di cui parla Leone XIV», spiega il Nunzio apostolico in Francia. Per l’Unesco, le questioni relative all’educazione, alla scienza e alla cultura sono strettamente legate alla prospettiva antropologica. Per la Chiesa, aggiunge l’arcivescovo Migliore, «un’antropologia giusta è una priorità nella riflessione e nel processo decisionale in tutti gli ambiti della vita umana».
Europa e pace
Nella sede dell’Unesco, le parole del Vescovo di Roma risuoneranno ben oltre i confini nazionali, così come quelle che pronuncerà a Metz in occasione dell’incontro «Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità», che si terrà lunedì 28 settembre al Centro Congressi Robert Schuman. Proprio Schuman è stato «uno dei principali artefici della riconciliazione e della pace in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale», osserva Migliore, riflettendo sull’impatto che avranno delle parole del Papa in questo incontro. Metz è una città di confine tra Germania, Lussemburgo e Nord Europa; una città intrisa di «storia, violenza, guerra e aggressione». Ciò che ci si aspetta, spiega il diplomatico, è «un messaggio di pace, riconciliazione e unità nel continente europeo».
La Francia pioniera nella lotta contro gli abusi
Quanto alla lotta contro gli abusi sessuali, la Chiesa l’ha iniziata ben prima della pubblicazione del rapporto della Ciase (Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa), ricorda il nunzio. Sono state adottate fin da subito misure per «prevenire, ascoltare e accogliere le vittime e cercare di trovare soluzioni di riparazione».
L’Arcivescovo evidenzia, inoltre, il lavoro «notevole» della Chiesa in Francia attraverso gli organismi creati per sostenere le vittime, come l’Inirr, che ha appena concluso la sua missione, e l’Iniave, che ne subentra, attingendo a «tutte le lezioni apprese negli anni» per aprire una nuova fase, costruendo e coordinando la rete di operatori di supporto. L’Iniave, ha precisato il vescovo Gérard Le Stang, presidente del Consiglio nazionale per la tutela dei minori della Conferenza Episcopale francese, durante la presentazione del nuovo organismo, è anche responsabile dello sviluppo di una carta etica, di un programma di formazione e di un sistema di contributi finanziari per le vittime.
Entusiasmo palpabile
Monsignor Migliore dice anche di provare «un senso di grande attesa e gioiosa speranza» a pochi giorni dall’arrivo di papa Leone. E aggiunge che «c’è entusiasmo in tutta la Francia, e non solo tra i cattolici». I francesi attendono «un messaggio di speranza in mezzo alle difficoltà che la società sta affrontando oggi», osserva il rappresentante della Santa Sede, che rimarca inoltre l’impazienza da parte di alcuni di conoscere il punto di vista di Leone XIV «riguardo alla crescente richiesta da parte di giovani e adulti di impegnarsi nella vita cristiana». Infine, conclude il presule, il Pontefice viene in Francia per confermare i fedeli nella loro fede e la Chiesa nel suo impegno «per il bene della società».



