Due provengono dal Myanmar, Paese che sta attraversando una fase molto travagliata, uno è brasiliano, il quarto è indiano

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Sabato 12 giugno, in Duomo, l’Arcivescovo ordinerà anche quattro seminaristi del Pime. Il motto che li accompagna è «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv, 2,5).

Eder de S. G. Cordeiro proviene dal sud del Brasile, dove è cresciuto a stretto contatto con i missionari italiani a Sertanópolis. Dopo una prima esperienza in Seminario, comincia una vita come quella di tutti i diciannovenni: università, lavoro, un gruppo musicale. Ma dopo dieci anni la vocazione torna a farsi sentire, stavolta per sempre. È destinato in Costa d’Avorio.

Santhosh Somireddypalli viene invece dalla diocesi di Kadapa, nell’Andhra Pradesh, in India, ed è destinato in Ciad. Sarà il primo padre del Pime indiano ad andare nel Paese africano: prima di partire lo aspetta un anno di studio del francese.

Gregorio Ba Oo e Columban Lahpai Brang San Li, originari del Myanmar (Paese che vive una stagione di grande travaglio), sono entrambi destinati a Taiwan per lo studio del mandarino, prima di andare in Cina. Ba Oo, trentunenne, viene dal Myanmar orientale, zona in cui il Pime è presente da fine Ottocento. San Li, suo coetaneo, entrato in Seminario giovanissimo, proviene invece dal Nord.

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