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Monza

Acutis nel Giardino dei Santi del San Gerardo

Il giovane che all’ospedale trascorse i suoi ultimi giorni sarà ricordato (insieme, tra gli altri, a Paolo VI e Gianna Beretta Molla) nello spazio che sarà inaugurato il 12 ottobre. «La sua è una figura che attrae e può essere d’esempio», spiega il parroco don Riccardo Brena

di Claudio URBANO

5 Ottobre 2026
La foto di Carlo Acutis sullo sfondo della vetrata della chiesa ospedaliera del San Gerardo

È stato il testimone di santità più recente, Carlo Acutis, in una storia che per l’Ospedale San Gerardo di Monza – dove Carlo venne ricoverato negli ultimi giorni della sua malattia – è ormai quasi millenaria. Una storia che si potrà ripercorrere attraversando il “Giardino dei Santi”, che sarà inaugurato lunedì 12 ottobre, alle 16, proprio all’ingresso del nosocomio. Sarà questa la principale iniziativa con cui la parrocchia ospedaliera del San Gerardo celebrerà la memoria di Acutis, nel ventennale della fine della sua vita terrena.

«Ricordare Carlo oggi significa rinnovare una testimonianza di fede, speranza e attenzione alla persona malata, valori che appartengono profondamente alla storia della nostra comunità ospedaliera», sottolinea don Riccardo Brena, responsabile della parrocchia. Per chi vorrà sostarvi in un momento di raccoglimento o di preghiera, alcuni qr-code consentiranno di ripercorrere le vite di santi che, in diverso modo, si sono intrecciate con quella dell’ospedale. Dal fondatore, San Gerardo dei Tintori – laico che sulle sponde del Lambro si impegnò nell’assistenza ai malati della sua città già, come testimoniano i primi documenti, dal 1174 – ai coniugi Zelia Guérin e Luigi Martin (genitori di Santa Teresa di Lisieux), da Paolo VI – la cui intercessione è legata alle storie di guarigione di Pietro Schilirò e di Amanda, nati in questo ospedale – a Santa Gianna Beretta Molla, che qui diede alla luce la sua ultima figlia, fino appunto a Carlo Acutis, la cui memoria sarà celebrata, in ospedale, in particolare nelle messe di domenica 11 ottobre.

Quella di Carlo Acutis «è una figura che attrae – conferma don Brena -. Tanti, entrando in chiesa, si interessano alla sua storia. E c’è chi, tra i pazienti, i loro famigliari e il personale, inizia a frequentare un po’ di più la chiesa o i Sacramenti, con un’intenzione: se la sua vita, seppur breve, è stata così intensa, allora – è il desiderio – questa può essere di esempio anche per me».