di Luigi NASON
Redazione

Nei giorni feriali (da lunedì a giovedì) ritornano e si concludono i racconti del ciclo di Abramo (Lettura della Genesi), iniziati la settimana precedente con la promessa dell’alleanza, accanto alla proclamazione progressiva del libro dei Proverbi. Le due letture (anno II) tratte dal Primo Testamento – secondo la tradizione della Quaresima ambrosiana – preparano l’annuncio dell’evangelo del regno contenuto nel Discorso della Montagna, che si dispiega nella sua interezza lungo l’arco delle prime quattro settimane.
Nelle parole di Gesù trova fondamento la fede e l’esistenza stessa del cristiano: egli ci educa alla preghiera, divenendone maestro e testimone (Vangelo del lunedì: Matteo 6,7-15), insegna la via del digiuno autentico, che è gradito a Dio (Vangelo del martedì: Matteo 6,16-18), e – dettando il passo del nostro itinerario quaresimale – ci guida nella ricerca della vera ricchezza, perché non cadiamo nella tentazione dell’idolatria (Vangelo del mercoledì: Matteo 6,19-24). Nell’intenzione della liturgia, la Quaresima diviene quindi occasione propizia per prendere coscienza di come ogni desiderio e aspirazione del cuore debbano essere orientati alla ricerca del regno di Dio (Vangelo del giovedì: Matteo 6,25-34). I temi della fedeltà all’alleanza e della ricerca della vera sapienza che illumina il cammino dell’uomo, già presenti nell’arco dell’intera settimana, ritornano anche nel particolare ordinamento (ciclo I) dei Vespri del venerdì aliturgico, privo della celebrazione eucaristica, mentre al centro del ciclo alternativo (II ciclo) vi è l’annuncio della Passione del Figlio dell’uomo, prefigurata e riletta alla luce della pasqua ebraica. Infine, la specifica catechesi battesimale propria dei sabati di Quaresima – che, in questa settimana, richiama i riti di esorcismo e l’unzione con l’olio (Vangelo: Marco 6,6b-13) – assume grande rilevanza pastorale nel cammino di preparazione dei catecumeni e di riscoperta del Battesimo per ogni credente. Nella preghiera personale, risultano allora più che mai attuali le parole dell’antifona all’ingresso dei giorni feriali: «Di tutti, Signore, hai pietà, nessuna respingi delle opere tue; copri i peccati degli uomini fino a che si convertano, perdoni perché sei il nostro Dio. Vedi l’afflizione del tuo popolo che è molto amara. Ascoltaci, Padre che sei nei cieli, Salvatore del mondo, perdonaci». Nei giorni feriali (da lunedì a giovedì) ritornano e si concludono i racconti del ciclo di Abramo (Lettura della Genesi), iniziati la settimana precedente con la promessa dell’alleanza, accanto alla proclamazione progressiva del libro dei Proverbi. Le due letture (anno II) tratte dal Primo Testamento – secondo la tradizione della Quaresima ambrosiana – preparano l’annuncio dell’evangelo del regno contenuto nel Discorso della Montagna, che si dispiega nella sua interezza lungo l’arco delle prime quattro settimane.Nelle parole di Gesù trova fondamento la fede e l’esistenza stessa del cristiano: egli ci educa alla preghiera, divenendone maestro e testimone (Vangelo del lunedì: Matteo 6,7-15), insegna la via del digiuno autentico, che è gradito a Dio (Vangelo del martedì: Matteo 6,16-18), e – dettando il passo del nostro itinerario quaresimale – ci guida nella ricerca della vera ricchezza, perché non cadiamo nella tentazione dell’idolatria (Vangelo del mercoledì: Matteo 6,19-24). Nell’intenzione della liturgia, la Quaresima diviene quindi occasione propizia per prendere coscienza di come ogni desiderio e aspirazione del cuore debbano essere orientati alla ricerca del regno di Dio (Vangelo del giovedì: Matteo 6,25-34). I temi della fedeltà all’alleanza e della ricerca della vera sapienza che illumina il cammino dell’uomo, già presenti nell’arco dell’intera settimana, ritornano anche nel particolare ordinamento (ciclo I) dei Vespri del venerdì aliturgico, privo della celebrazione eucaristica, mentre al centro del ciclo alternativo (II ciclo) vi è l’annuncio della Passione del Figlio dell’uomo, prefigurata e riletta alla luce della pasqua ebraica. Infine, la specifica catechesi battesimale propria dei sabati di Quaresima – che, in questa settimana, richiama i riti di esorcismo e l’unzione con l’olio (Vangelo: Marco 6,6b-13) – assume grande rilevanza pastorale nel cammino di preparazione dei catecumeni e di riscoperta del Battesimo per ogni credente. Nella preghiera personale, risultano allora più che mai attuali le parole dell’antifona all’ingresso dei giorni feriali: «Di tutti, Signore, hai pietà, nessuna respingi delle opere tue; copri i peccati degli uomini fino a che si convertano, perdoni perché sei il nostro Dio. Vedi l’afflizione del tuo popolo che è molto amara. Ascoltaci, Padre che sei nei cieli, Salvatore del mondo, perdonaci».

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