L'intervento del cardinale Camillo Ruini al convegno dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano


Redazione

Si è tenuto sabato 15 maggio, presso la Sala conferenze di Assolombarda, l’annuale convegno dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano, con la presenza tra gli altri del cardinale Camillo Ruini. Il convegno, sul tema “La sfida educativa” si inserisce nell’ambito della rassegna “Primavera di cultura” promossa dal Coordinamento dei Centri culturali.
«Una prima constatazione incoraggiante – ha detto il cardinale Ruini nel suo intervento – è che dell’emergenza educativa siamo tutti diventati, in quest’ultimo periodo, maggiormente consapevoli. Aumentano, in concreto, la domanda di un’educazione autentica e il bisogno e la richiesta di educatori che siano davvero tali. Non è il caso, dunque, di cedere al pessimismo e tanto meno alla rassegnazione. Ogni vero educatore sa che per educare occorre donare qualcosa di se stessi e che soltanto così si possono aiutare i più giovani ad acquistare fiducia, a superare progressivamente il narcisismo iniziale e a diventare a propria volta capaci di amore autentico e generoso».
La sfida educativa, al centro del progetto culturale, secondo il cardinale Ruini deve avere dunque «l’ambizione di rivolgersi all’intero Paese, alla sua gente come alle sue istituzioni e classi dirigenti, per offrire un contributo e uno stimolo su un tema davvero decisivo, per dare vita a una “alleanza educativa”, che comprenda tutti coloro che hanno responsabilità per l’educazione. È una sfida di medio e lungo periodo, per la quale è indispensabile realizzare una convergenza che superi il variare sia delle persone, posizioni, idee e interessi, sia delle situazioni sociali e politiche. É nostro compito, come Centri culturali cattolici, non solo partecipare a questo impegno educativo ma anche aiutare il corpo della Chiesa a essere meglio consapevole di questa dimensione essenziale della propria missione».
Al convegno è intervenuto anche monsignor Franco Giulio Brambilla, vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Milano: «Occorre riprendere con forza la fiducia nella funzione educativa, la necessità della promozione culturale, la sua urgenza per una significativa ripresa dell’evangelizzazione. Occorre una pedagogia che trasmetta forme di vita buona, liberando il soggetto dentro una relazione ricca e plurale, in cui si donano valori, comportamenti, saperi, decisioni e che abiliti la persona a riceverli, ad assumerli personalmente, a farne esperienza stabile e vitale, a condividerli con altri».
Sfide queste che saranno raccolte, come ha sottolineato monsignor Giovanni Balconi, responsabile del Servizio per il coordinamento dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano, dagli oltre 300 centri culturali: «Nel decennio scorso l’attenzione si era polarizzata attorno alla efficienza e alla efficacia dei metodi educativi; oggi si insiste maggiormente sulla qualità del processo educativo considerato nella sua globalità, anche se di dubbio effetto sono i criteri usati per rilevarla. Non è chi non veda che il problema sia prevalentemente di tipo culturale, ossia di formazione della mentalità. Ecco perché, in quanto Centri culturali, non possiamo esimerci dall’affrontarlo. La nostra cultura parte dal basso, nasce dall’esperienza e si propone al comune modo di sentire della nostra gente; ma è intrisa e innervata dalla parresia franca e irrefrenabile per la verità». Si è tenuto sabato 15 maggio, presso la Sala conferenze di Assolombarda, l’annuale convegno dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano, con la presenza tra gli altri del cardinale Camillo Ruini. Il convegno, sul tema “La sfida educativa” si inserisce nell’ambito della rassegna “Primavera di cultura” promossa dal Coordinamento dei Centri culturali.«Una prima constatazione incoraggiante – ha detto il cardinale Ruini nel suo intervento – è che dell’emergenza educativa siamo tutti diventati, in quest’ultimo periodo, maggiormente consapevoli. Aumentano, in concreto, la domanda di un’educazione autentica e il bisogno e la richiesta di educatori che siano davvero tali. Non è il caso, dunque, di cedere al pessimismo e tanto meno alla rassegnazione. Ogni vero educatore sa che per educare occorre donare qualcosa di se stessi e che soltanto così si possono aiutare i più giovani ad acquistare fiducia, a superare progressivamente il narcisismo iniziale e a diventare a propria volta capaci di amore autentico e generoso».La sfida educativa, al centro del progetto culturale, secondo il cardinale Ruini deve avere dunque «l’ambizione di rivolgersi all’intero Paese, alla sua gente come alle sue istituzioni e classi dirigenti, per offrire un contributo e uno stimolo su un tema davvero decisivo, per dare vita a una “alleanza educativa”, che comprenda tutti coloro che hanno responsabilità per l’educazione. È una sfida di medio e lungo periodo, per la quale è indispensabile realizzare una convergenza che superi il variare sia delle persone, posizioni, idee e interessi, sia delle situazioni sociali e politiche. É nostro compito, come Centri culturali cattolici, non solo partecipare a questo impegno educativo ma anche aiutare il corpo della Chiesa a essere meglio consapevole di questa dimensione essenziale della propria missione».Al convegno è intervenuto anche monsignor Franco Giulio Brambilla, vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Milano: «Occorre riprendere con forza la fiducia nella funzione educativa, la necessità della promozione culturale, la sua urgenza per una significativa ripresa dell’evangelizzazione. Occorre una pedagogia che trasmetta forme di vita buona, liberando il soggetto dentro una relazione ricca e plurale, in cui si donano valori, comportamenti, saperi, decisioni e che abiliti la persona a riceverli, ad assumerli personalmente, a farne esperienza stabile e vitale, a condividerli con altri».Sfide queste che saranno raccolte, come ha sottolineato monsignor Giovanni Balconi, responsabile del Servizio per il coordinamento dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano, dagli oltre 300 centri culturali: «Nel decennio scorso l’attenzione si era polarizzata attorno alla efficienza e alla efficacia dei metodi educativi; oggi si insiste maggiormente sulla qualità del processo educativo considerato nella sua globalità, anche se di dubbio effetto sono i criteri usati per rilevarla. Non è chi non veda che il problema sia prevalentemente di tipo culturale, ossia di formazione della mentalità. Ecco perché, in quanto Centri culturali, non possiamo esimerci dall’affrontarlo. La nostra cultura parte dal basso, nasce dall’esperienza e si propone al comune modo di sentire della nostra gente; ma è intrisa e innervata dalla parresia franca e irrefrenabile per la verità». – – La lectio del cardinale Ruini (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2010/sfida_educativa_RUINI.pdf)

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