Una messa presieduta dal Primate d'Olanda ha aperto una serie di intense giornate di preghiera e devozione per la co-patrona, venerata attraverso una preziosa statua lignea del XVI secolo

di Maria Teresa ANTOGNAZZA
Redazione

A Varese questi sono i giorni del Settenario dell’Addolorata, una devozione particolarmente cara ai parrocchiani di San Vittore e a tutti i fedeli della città, che ai primi di settembre celebrano la co-patrona, riecheggiando tempi e sapori lontani, di legame con la terra, i campi e i raccolti.
Una preziosa statua lignea, risalente al XVI secolo, custodita e venerata in una nicchia della Basilica affrescata dal Magatti, ricorda i numerosi prodigi della Vergine Addolorata. Al gruppo, con la madre di Gesù, le altre Marie e Giovanni, che faceva parte originariamente di un più ampio complesso raffigurante il Calvario e collocato in coro, sono attribuiti miracoli come quello avvenuto il 28 luglio 1670, quando canonici e celebrante restarono illesi dopo che un fulmine era caduto nel coro; o delle tre stelle apparse, otto anni dopo, durante la processione voluta per il trasferimento della scultura; o della miracolosa guarigione di suor Giovanna Margherita Campanigo, monaca in San Martino, inferma da anni.
Attorno al simulacro sono sempre cresciuti devozione e preghiera, resi ancora più intensi nei giorni del Settenario. Gli appuntamenti, iniziati la scorsa settimana in modo solenne, nel giorno della Natività della Vergine, l’8 settembre, alla presenza del Primate d’Olanda, monsignor Willem Eijk, arcivescovo di Utrecht, proseguono a ritmo continuo fino a mercoledì 15 settembre, solennità dell’Addolorata quando, alle 10, in Basilica ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi e concelebrata dai sacerdoti nativi o passati da San Vittore.
Ieri la Messa solenne delle 10 è stata presieduta da don Corrado Bardella e don Paolo Fumagalli, che ricordavano rispettivamente il 20° e 10° di ordinazione sacerdotale, mentre oggi la stessa Messa, ,presieduta dal Superiore dei Frati Minori della chiesa di Sant’Antonio di Padova alla Brunella, è dedicata ai religiosi e alle religiose della città. Infine, il 14 settembre, festa dell’Esaltazione della S. Croce, la celebrazione sarà presieduta da don Ernesto Mandelli (50° di ordinazione sacerdotale) e concelebrata da don Umberto Zerbi (60° di ordinazione sacerdotale) con tutti i sacerdoti del decanato, che si riuniscono poi nell’assemblea presbiterale.
Un momento di grande intensità spirituale e insieme culturale è stato vissuto da tutta la città venerdì 10 settembre, con la serata voluta dalla Chiesa locale in ricordo di monsignor Luigi Padovese, assassinato nella sua casa in Turchia nel giugno scorso. Il vicario apostolico dell’Anatolia era atteso a Villa Cagnola di Gazzada per concludere con la sua relazione la Settimana europea di storia religiosa, intervenendo sul tema “La Chiesa cattolica e le altre presenze cristiane nella Turchia contemporanea”. Dopo i tragici fatti estivi, a parlare sono stati chiamati Otmar Oehring (Aachen), direttore del servizio “Diritti dell’uomo” di Missio e già portavoce della Conferenza episcopale turca, e monsignor Giuseppe Pasotto (Tblisi), amministratore apostolico per i cattolici nel Caucaso, che hanno poi proposto alla città la riflessione serale su “Cristiani tra Anatolia e Caucaso”. A Varese questi sono i giorni del Settenario dell’Addolorata, una devozione particolarmente cara ai parrocchiani di San Vittore e a tutti i fedeli della città, che ai primi di settembre celebrano la co-patrona, riecheggiando tempi e sapori lontani, di legame con la terra, i campi e i raccolti.Una preziosa statua lignea, risalente al XVI secolo, custodita e venerata in una nicchia della Basilica affrescata dal Magatti, ricorda i numerosi prodigi della Vergine Addolorata. Al gruppo, con la madre di Gesù, le altre Marie e Giovanni, che faceva parte originariamente di un più ampio complesso raffigurante il Calvario e collocato in coro, sono attribuiti miracoli come quello avvenuto il 28 luglio 1670, quando canonici e celebrante restarono illesi dopo che un fulmine era caduto nel coro; o delle tre stelle apparse, otto anni dopo, durante la processione voluta per il trasferimento della scultura; o della miracolosa guarigione di suor Giovanna Margherita Campanigo, monaca in San Martino, inferma da anni.Attorno al simulacro sono sempre cresciuti devozione e preghiera, resi ancora più intensi nei giorni del Settenario. Gli appuntamenti, iniziati la scorsa settimana in modo solenne, nel giorno della Natività della Vergine, l’8 settembre, alla presenza del Primate d’Olanda, monsignor Willem Eijk, arcivescovo di Utrecht, proseguono a ritmo continuo fino a mercoledì 15 settembre, solennità dell’Addolorata quando, alle 10, in Basilica ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi e concelebrata dai sacerdoti nativi o passati da San Vittore.Ieri la Messa solenne delle 10 è stata presieduta da don Corrado Bardella e don Paolo Fumagalli, che ricordavano rispettivamente il 20° e 10° di ordinazione sacerdotale, mentre oggi la stessa Messa, ,presieduta dal Superiore dei Frati Minori della chiesa di Sant’Antonio di Padova alla Brunella, è dedicata ai religiosi e alle religiose della città. Infine, il 14 settembre, festa dell’Esaltazione della S. Croce, la celebrazione sarà presieduta da don Ernesto Mandelli (50° di ordinazione sacerdotale) e concelebrata da don Umberto Zerbi (60° di ordinazione sacerdotale) con tutti i sacerdoti del decanato, che si riuniscono poi nell’assemblea presbiterale.Un momento di grande intensità spirituale e insieme culturale è stato vissuto da tutta la città venerdì 10 settembre, con la serata voluta dalla Chiesa locale in ricordo di monsignor Luigi Padovese, assassinato nella sua casa in Turchia nel giugno scorso. Il vicario apostolico dell’Anatolia era atteso a Villa Cagnola di Gazzada per concludere con la sua relazione la Settimana europea di storia religiosa, intervenendo sul tema “La Chiesa cattolica e le altre presenze cristiane nella Turchia contemporanea”. Dopo i tragici fatti estivi, a parlare sono stati chiamati Otmar Oehring (Aachen), direttore del servizio “Diritti dell’uomo” di Missio e già portavoce della Conferenza episcopale turca, e monsignor Giuseppe Pasotto (Tblisi), amministratore apostolico per i cattolici nel Caucaso, che hanno poi proposto alla città la riflessione serale su “Cristiani tra Anatolia e Caucaso”.

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