Si avverte la necessità di trovare il giusto equilibrio tra i percorsi di fede e una precisa conoscenza della realtà sociale e umana nella quale essi vengono collocati


Redazione

Prosegue la riflessione sui nuovi cammini dell’iniziazione cristiana per la Diocesi di Milano. Dopo l’assemblea dei Decani svoltasi il mese scorso presso il Seminario di corso Venezia a Milano, il nuovo progetto di iniziazione cristiana è stato presentato – anche per esprimere un parere all’Arcivescovo – al Consiglio pastorale diocesano, che si è tenuto sabato 20 e domenica 21 marzo a Villa Sacro Cuore di Triuggio. Il prossimo appuntamento sarà il Consiglio presbiterale diocesano (sempre a Triuggio lunedì 26 e martedì 27 aprile).
Il Consiglio pastorale diocesano si è rivelato un proficuo momento di ascolto e di confronto. Dopo l’intervento introduttivo dell’Arcivescovo e la presentazione dei cammini, a cura della Commissione arcivescovile per gli itinerari di iniziazione cristiana, la sessione è proseguita nei lavori di gruppo con i consiglieri divisi a livello di Zona pastorale. Alla fine è risultato un testo di una sintesi delle riunioni di Zona e sono state approvate mozioni riferite ai vari punti in discussione: la cura del Battesimo e la crescita spirituale nelle prime età (0-7 anni); l’introduzione alla vita cristiana (dai 7 anni in poi); dopo la celebrazione dei sacramenti: la mistagogia; famiglie e iniziazione cristiana; comunità, figure pastorali e soggetti ecclesiali e iniziazione cristiana.
Nel Consiglio pastorale diocesano è emersa la consapevolezza dell’importanza del progetto di rinnovamento. Si è colto però, tra i consiglieri, che il tema dell’emergenza educativa e del cambiamento profondo del contesto sociale nel quale si colloca oggi l’iniziazione cristiana rende necessario quantomeno un momento di verifica. Si è avvertita, in generale, la necessità di trovare il giusto equilibrio tra la nuova impostazione dei percorsi di fede e una precisa conoscenza della realtà sociale umana nella quale essi vengono collocati.
In particolare, è stato detto, le famiglie sono portate a delegare sempre più ad altre agenzie educative, si riduce il tempo che la famiglia stessa può dedicare, nei giorni lavorativi, all’educazione e dunque anche all’iniziazione cristiana. Va bene quindi valorizzare la famiglia come “Chiesa domestica”, ma occorre tenere conto dei suoi ritmi ed evitare che vi sia una sovrapposizione di impegni.
Comunque, è stato espresso un apprezzamento per aver pensato ad un percorso complessivo, dalla nascita fino ai sacramenti e poi anche dopo con il periodo della mistagogia. Proprio sul valore della mistagogia, durante la sessione, molti hanno chiesto chiarimenti ed evidenziato la necessità che anche il linguaggio usato nella comunicazione relativa all’iniziazione cristiana sia semplice e di pronta comprensione. Infine, se il Battesimo, con il rinnovamento dell’iniziazione cristiana, può diventare, molto opportunamente, anche luogo di catechesi per adulti, riguardo alla successione dei sacramenti, il Consiglio pastorale ha chiesto una verifica sulla collocazione della Comunione al termine del percorso. In definitiva, di fronte a queste novità c’è molta attesa, molto interesse, ma anche qualche preoccupazione. Prosegue la riflessione sui nuovi cammini dell’iniziazione cristiana per la Diocesi di Milano. Dopo l’assemblea dei Decani svoltasi il mese scorso presso il Seminario di corso Venezia a Milano, il nuovo progetto di iniziazione cristiana è stato presentato – anche per esprimere un parere all’Arcivescovo – al Consiglio pastorale diocesano, che si è tenuto sabato 20 e domenica 21 marzo a Villa Sacro Cuore di Triuggio. Il prossimo appuntamento sarà il Consiglio presbiterale diocesano (sempre a Triuggio lunedì 26 e martedì 27 aprile).Il Consiglio pastorale diocesano si è rivelato un proficuo momento di ascolto e di confronto. Dopo l’intervento introduttivo dell’Arcivescovo e la presentazione dei cammini, a cura della Commissione arcivescovile per gli itinerari di iniziazione cristiana, la sessione è proseguita nei lavori di gruppo con i consiglieri divisi a livello di Zona pastorale. Alla fine è risultato un testo di una sintesi delle riunioni di Zona e sono state approvate mozioni riferite ai vari punti in discussione: la cura del Battesimo e la crescita spirituale nelle prime età (0-7 anni); l’introduzione alla vita cristiana (dai 7 anni in poi); dopo la celebrazione dei sacramenti: la mistagogia; famiglie e iniziazione cristiana; comunità, figure pastorali e soggetti ecclesiali e iniziazione cristiana.Nel Consiglio pastorale diocesano è emersa la consapevolezza dell’importanza del progetto di rinnovamento. Si è colto però, tra i consiglieri, che il tema dell’emergenza educativa e del cambiamento profondo del contesto sociale nel quale si colloca oggi l’iniziazione cristiana rende necessario quantomeno un momento di verifica. Si è avvertita, in generale, la necessità di trovare il giusto equilibrio tra la nuova impostazione dei percorsi di fede e una precisa conoscenza della realtà sociale umana nella quale essi vengono collocati.In particolare, è stato detto, le famiglie sono portate a delegare sempre più ad altre agenzie educative, si riduce il tempo che la famiglia stessa può dedicare, nei giorni lavorativi, all’educazione e dunque anche all’iniziazione cristiana. Va bene quindi valorizzare la famiglia come “Chiesa domestica”, ma occorre tenere conto dei suoi ritmi ed evitare che vi sia una sovrapposizione di impegni.Comunque, è stato espresso un apprezzamento per aver pensato ad un percorso complessivo, dalla nascita fino ai sacramenti e poi anche dopo con il periodo della mistagogia. Proprio sul valore della mistagogia, durante la sessione, molti hanno chiesto chiarimenti ed evidenziato la necessità che anche il linguaggio usato nella comunicazione relativa all’iniziazione cristiana sia semplice e di pronta comprensione. Infine, se il Battesimo, con il rinnovamento dell’iniziazione cristiana, può diventare, molto opportunamente, anche luogo di catechesi per adulti, riguardo alla successione dei sacramenti, il Consiglio pastorale ha chiesto una verifica sulla collocazione della Comunione al termine del percorso. In definitiva, di fronte a queste novità c’è molta attesa, molto interesse, ma anche qualche preoccupazione. – – «Cambiare con gradualità»

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