Da "Diocesi di Milano" (n.2/1980) riproponiamo la cronaca del pellegrinaggio diocesano a Roma per la consacrazione episcopale�di padre�Carlo Maria Martini (6 gennaio 1980) e del primo incontro dei fedeli ambrosiani con il nuovo Arcivescovo nella Basilica dei Santi Apostoli (5 gennaio 1980)

di Ernesto BRIVIO
Redazione

Oltre tremila pellegrini milanesi sono giunti a Roma nel pomeriggio di sabato 5 gennaio, con un treno speciale, i molti pullman e l’aereo predisposti dall’Ufficio per la Pastorale del Turismo della nostra Diocesi, o con mezzi e organizzazione propria. Rappresentavano l’intera Archidiocesi Ambrosiana nel primo incontro con il Pastore, appena eletto da Papa Giovanni Paolo II, che sale sulla cattedra che fu di Ambrogio e di Carlo, trasmessagli dal nostro cardinale Giovanni Colombo «quando si sono affievolite le sue forze».
Tutti potremmo apprezzare la delicatezza e l’attenzione che l’Arcivescovo eletto, mons. Carlo Maria Martini, ha avuto per i suoi «fratelli e sorelle nel Signore» della Chiesa di Milano, desiderando celebrare con loro la santa messa «in attesa con voi e in preparazione per ricevere la potenza di questa parola che verrà su di me domani con la preghiera dell’ordinazione all’episcopato».
Mons. Martini ha scelto, penso per ragioni logistiche di capienza e di vicinanza alla «sua» Gregoriana, la basilica dei Santi Apostoli che, pur grande, risultò poi appena sufficiente a contenere i pellegrini ambrosiani e il loro entusiasmo. Forse Sua Eccellenza non sa che anche la sede da lui scelta per il suo primo incontro con la diocesi milanese fu una illuminazione dello Spirito; quindi, assai più di una felice coincidenza: un segno, pur piccolo ma significativo, anticipante quel mutuo rapporto d’amore che legherà indefettibilmente il Pastore al suo gregge. Edificata nel VI secolo da papa Pelagio I, poi ripetutamente rovinata fino alla distruzione durante le invasioni barbariche, la basilica dei Santi Apostoli venne alfine riedificata nelle dimensioni attuali (anche se successive sovrastrutture ne hanno alterato l’aspetto originario) da Martino V, il Pontefice Colonna che, tornando a Milano dal Concilio di Costanza, consacrò l’altare e celebrò su di esso la prima messa officiata in Duomo, trasformando finalmente la «gran fabbrica» nella Cattedrale dei milanesi.
Guidavano il pellegrinaggio il Vicario Generale, mons. Maggioni e tutti i Vescovi ausiliari di Milano, molti Vicari episcopali, la rappresentanza del Capitolo Metropolitano, dei Seminari, dei Consigli Presbiterale e Pastorale, dell’Università Cattolica, dell’Azione Cattolica e di tutte le altre organizzazioni e movimenti ecclesiali operanti in Diocesi. Tra i folti gruppi parrocchiali della città e del forese si trovavano anche le rappresentanze degli Ordini di Malta e del Santo Sepolcro, quella della Fabbrica del Duomo e una compatta delegazione degli «Amici del Duomo».
L’incontro con mons. Martini fu festoso, improntato a spontanea e reciproca simpatia. Tutti furono conquistati dal calore umano e dal sorriso schietto dell’Arcivescovo, dalla naturalezza del suo primo approccio con noi, dai gesti liturgici compiuti con partecipata religiosità esente da ritualismi forzatamente ieratici, dalla parola semplice, profonda ed essenziale, docile veicolo di quella Parola che è chiamato ad annunciare al suo popolo.

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