Si è conclusa ieri la visita pastorale del card. Dionigi Tettamanzi a Carate con la messa in piazza Umberto I a Besana

di Cristina CONTI

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Si è conlcusa ieri la visita pastorale del cardinal Tettamanzi nel decanato di Carate Brianza con la Messa in piazza Umberto I a Besana in Brianza, che riunirà circa 5 mila persone. Ma quali sono le caratteristiche di questa zona e quali i suoi problemi? Lo abbiamo chiesto a don Francesco Cameroni, responsabile della Comunità pastorale “S. Caterina” a Besana.

La crisi economica è ancora presente a Milano. Com’è la situazione in Brianza?
Qui la crisi sta colpendo soprattutto l’industria: alcune aziende stanno chiudendo altre, purtroppo, hanno già chiuso. Sul nostro territorio è presente soprattutto il terziario con l’industria manifatturiera. Ci sono poi molte piccole imprese che comunque hanno retto alla difficile congiuntura economica. Anche da noi è stato molto utile per le famiglie e ha avuto molta importanza il Fondo famiglia-lavoro voluto dall’Arcivescovo. Sono 80 i nuclei familiari che hanno potuto beneficiarne, per un totale di 150 mila euro. Alcune famiglie sono state aiutate anche da un tavolo di assistenza realizzato dalla parrocchia di Carate.

Immigrati: sono presenti anche nel vostro decanto? E a che punto siete con l’integrazione?
Sì. In qualche Comune più del 10 per cento della popolazione è immigrata. Gli altri sono nella norma. Le nazionalità presenti sono diverse. Soprattutto vivono qui persone provenienti dall’Est Europa, dall’America Latina, dall’Africa e dall’Asia. Ma non ci sono etnie predominanti. A livello di integrazione, possiamo dire che riesce a integrarsi soprattutto chi ha figli. La scuola è un elemento di aggregazione molto forte, perché i bambini si conoscono tra loro, fanno amicizia in fretta e poi coinvolgono anche i genitori. Ma chi non si è ancora ricongiunto con la famiglia, o comunque vive qui da solo, ha difficoltà a inserirsi all’interno della comunità.

Sono molti gli anziani? E quali sono le difficoltà che devono affrontare?
A regola, sia a livello di Comunità sia di parrocchie, da noi sono presenti diverse attività, che coinvolgono le persone che ormai hanno raggiunto la terza età. Una delle case di riposo presenti sul nostro territorio, per esempio, ha un centro diurno che permette loro di ritrovarsi durante la giornata, pur senza abbandonare la propria casa. Ci sono poi associazioni che lavorano con gli anziani, che organizzano momenti di incontro durante il giorno. Un modo per stare insieme e sconfiggere la solitudine. In tutto comunque le case di riposo presenti sul territorio decanale sono 6.

Parliamo invece dei giovani: quali sono i loro problemi?
I giovani stanno iniziando ad avere qualche disagio anche qui. Ce ne siamo accorti dalla presenza di segnalazioni ai Tribunali per i minorenni. Da questo punto di vista gli oratori sono molto utili. Da noi ognuno di essi organizza molte attività con animatori che hanno proprio lo scopo di coinvolgere i giovani. La droga è presente anche qui e ci sono situazioni di disagio, ma siamo consapevoli che per affrontare e risolvere questi fenomeni ci vogliono tempi lunghi.

Quali sono le altre attività presenti sul territorio?
Innanzitutto la Caritas, con i suoi Centri d’ascolto, che si occupa della distribuzione dei viveri e dell’accoglienza. A livello decanale poi sono organizzati gruppi di carattere culturale che hanno lo scopo di essere momenti di aggregazione per tutto il territorio. Come per esempio Agorà a Carate ed Edelweiss a Besana, che organizzano attività di cineforum e momenti di incontro e dibattito che hanno una buona presenza e sono molto apprezzati. 

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