«Sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole»: ha tratti poetici il volume dei Santi che contiene le festività mariane, promulgato dal Cardinale in occasione del Giovedì Santo. La sensibilità ambrosiana intorno alla figura della Madonna è espressa tutto l'anno, come spiega monsignor Claudio Magnoli


Redazione

Il Lezionario ambrosiano dei Santi, promulgato dal cardinale Tettamanzi lo scorso Giovedì Santo, contiene anche le festività mariane. Ci dà quindi una visione di quale sia la sensibilità ambrosiana intorno alla figura della madre di Gesù.
«Una prima riflessione, che può inizialmente sorprendere – spiega monsignor Claudio Magnoli, segretario della Congregazione del Rito ambrosiano – è che dal punto di vista della liturgia non è il mese di maggio, ma il tempo di Avvento (novembre – dicembre) il momento dell’anno più caratterizzato in senso mariano. Nell’Avvento ambrosiano ci sono feste importanti dedicate a Maria, come la Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio e l’Immacolata Concezione, ma soprattutto la sesta domenica di Avvento, la domenica dell’Incarnazione, che celebra il mistero della Divina Maternità della Beata Vergine Maria. Una festa, quest’ultima, che il Rito romano, a differenza del Rito Ambrosiano, colloca il primo gennaio».
D’altra parte il mese di maggio, come mese in cui onorare Maria, nasce dallo sviluppo di una devozione popolare relativamente recente, legata alla prima apparizione di Fatima (13 maggio). «Dunque non solo non è una tradizione ambrosiana – commenta Magnoli -, ma nemmeno una tradizione liturgica in senso stretto, quanto piuttosto l’espressione di una tradizione popolare relativamente recente. Tuttavia, il mese di maggio, liturgicamente legato al Tempo Pasquale, può essere recuperato come il tempo nel quale si attende il dono dello Spirito come fecero i discepoli, riuniti nel cenacolo insieme a Maria. In Atti I,14 si dice infatti che gli apostoli, tornati a Gerusalemme dopo l’ascensione di Gesù al cielo, “erano perseveranti e concordi nella preghiera con Maria”». Il Lezionario ambrosiano dei Santi, promulgato dal cardinale Tettamanzi lo scorso Giovedì Santo, contiene anche le festività mariane. Ci dà quindi una visione di quale sia la sensibilità ambrosiana intorno alla figura della madre di Gesù.«Una prima riflessione, che può inizialmente sorprendere – spiega monsignor Claudio Magnoli, segretario della Congregazione del Rito ambrosiano – è che dal punto di vista della liturgia non è il mese di maggio, ma il tempo di Avvento (novembre – dicembre) il momento dell’anno più caratterizzato in senso mariano. Nell’Avvento ambrosiano ci sono feste importanti dedicate a Maria, come la Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio e l’Immacolata Concezione, ma soprattutto la sesta domenica di Avvento, la domenica dell’Incarnazione, che celebra il mistero della Divina Maternità della Beata Vergine Maria. Una festa, quest’ultima, che il Rito romano, a differenza del Rito Ambrosiano, colloca il primo gennaio».D’altra parte il mese di maggio, come mese in cui onorare Maria, nasce dallo sviluppo di una devozione popolare relativamente recente, legata alla prima apparizione di Fatima (13 maggio). «Dunque non solo non è una tradizione ambrosiana – commenta Magnoli -, ma nemmeno una tradizione liturgica in senso stretto, quanto piuttosto l’espressione di una tradizione popolare relativamente recente. Tuttavia, il mese di maggio, liturgicamente legato al Tempo Pasquale, può essere recuperato come il tempo nel quale si attende il dono dello Spirito come fecero i discepoli, riuniti nel cenacolo insieme a Maria. In Atti I,14 si dice infatti che gli apostoli, tornati a Gerusalemme dopo l’ascensione di Gesù al cielo, “erano perseveranti e concordi nella preghiera con Maria”». In raccordo con Gesù In generale, per leggere bene la figura di Maria all’interno dell’anno liturgico, bisogna tenere conto del suo stretto raccordo con la figura di Gesù Cristo, tratto questo particolarmente marcato nella liturgia ambrosiana. Tutto ciò che contempliamo di Maria è riflesso di quello che celebriamo nei misteri di Cristo. Un esempio? Come la natività di Gesù, il 25 dicembre, presuppone la celebrazione del suo concepimento il 25 marzo, festa dell’Annunciazione del Signore, così l’8 dicembre, festa della Immacolata Concezione, si rapporta all’8 settembre, festa della Natività di Maria. «Una festa, quest’ultima – sottolinea monsignor Magnoli – che nella diocesi ambrosiana assume un’importanza particolare anche in ragione del fatto che il Duomo di Milano è dedicato a Maria nascente. È così che, dai tempi del cardinale Colombo, l’8 settembre è divenuta la data che dà inizio a tutte le attività del nuovo anno pastorale. Ecco perché, pur essendo una festività presente anche nel calendario romano, per gli ambrosiani assume un’importanza particolare ed è vissuta con particolare intensità».Una eco di questa speciale attenzione ambrosiana alla Natività di Maria è data dalla Lettura dell’Antico Testamento prevista dal nuovo Lezionario dei Santi, che attinge in parte al Cantico dei cantici e in parte al libro del Siracide, e che sottolinea alcune caratteristiche della Madonna molto popolari anche grazie alla sua diffusione nei canti mariani: «Sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole». Tratti poetici che l’Antico Testamento non riferiva a Maria, ma alla Sapienza, e che la nostra tradizione ha inteso valorizzare in senso mariano per contemplare la bellezza della Madre di Dio e madre nostra. – – Santuari mariani: Mezzana – Santuari mariani: Bresso – Santuari mariani: Cantù – Santuari mariani: Corbetta – Santuari mariani: Lezzeno

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