Tempo di presentazione e confronto per i nuovi itinerari di fede. Parla monsignor Luigi Manganini, vicario episcopale e presidente dell'apposita Commissione arcivescovile

di Annamaria BRACCINI
Redazione

La società cambia e con lei anche il modo con cui ci si avvicina ai sacramenti. L’iniziazione cristiana richiede nuovi cammini per meglio servire la comunità dei credenti e il Vangelo in ambiti spesso ampiamente secolarizzati, se non di vera e propria ignoranza diffusa della fede. Sono queste le ragioni di fondo e gli obiettivi che hanno ispirato appunto la sperimentazione delle nuove modalità dell’iniziazione cristiana.
In questi mesi la Chiesa ambrosiana sta riflettendo sul nuovo progetto, in corso di presentazione ai sacerdoti, all’Assemblea dei decani, al Consiglio pastorale diocesano, al Consiglio presbiterale, alle catechiste… Un’importante fase di spiegazione, di ascolto, di precisazione. «Si tratta di trasformare i bambini e i ragazzi in discepoli del Signore, perché tale è il nostro primo e più importante scopo», spiega monsignor Luigi Manganini, vicario episcopale per l’Evangelizzazione e la Disciplina dei sacramenti, presidente della Commissione arcivescovile per gli itinerari di iniziazione. E aggiunge: «Un tempo del discepolato così concepito comprende momenti ecclesiali diversi e diversificati, dall’ascolto della Parola di Dio, alla celebrazione di riti sacramentali e non, a gesti caritativi. E tutto per un completamento, attraverso la confermazione e l’eucaristia, delle vie di ingresso nella vita cristiana che questi piccoli hanno iniziato con il battesimo».

Proprio la questione dell’ordine cronologico nel quale ricevere i sacramenti della cresima e della comunione è una delle grandi innovazioni che si intende introdurre…
Sì, ma occorre fare una premessa, perché la proposta che stiamo maturando in collaborazione con tutta la Diocesi si inserisce nella realtà già in atto nella nostra Chiesa, riguardante gli itinerari battesimali e post-battesimali, da 0 ai 6 anni. Ciò che vogliamo raggiungere è, tuttavia, una maggiore conoscenza evangelica in queste prime età, arrivando consapevolmente, attraverso una via esperienziale alla fonte e al culmine dell’essere cristiani: l’eucaristia, preceduta dalla confermazione.

Alcuni genitori, ma anche catechisti e qualche comunità parrocchiale, sono un po’ “spiazzati” dalla proposta, anche se i parroci che l’hanno messa in pratica, si dicono soddisfatti…
Questo spiazzamento è frutto di abitudine e nasconde la non conoscenza della storia: fin dai tempi di papa Leone XIII – circa un secolo fa – l’ordine dei sacramenti era cresima e poi Prima comunione. Allora i sacramenti si ricevevano verso i 14 anni. Noi non facciamo questione di “anni”, si tratta, al contrario, della coscienza e della preparazione di coloro che si avvicinano ai sacramenti a qualsiasi età.

Nei documenti preparatori elaborati dalla Commissione si dice che la logica nella quale si inserisce il nuovo itinerario è quella catecumenale. Che significa?
Indica che ci ispiriamo a quanto la Chiesa nel documento ufficiale per l’iniziazione cristiana degli adulti e dei ragazzi nell’età del catechismo, prescrive, ossia che il cammino sia progressivo, con la scansione del “completamento” sacramentale: battesimo (ovviamente per l’adulto non precedentemente battezzato), confermazione, eucaristia. Ispirarsi non significa applicare alla lettera il documento, ma prenderlo come punto di riferimento, seguirlo peraltro nella scia di tre note della Cei e di un pronunciamento di Benedetto XVI che con l’Esortazione apostolica Sacramentum caritatis al numero 17 richiama la necessità di un riordinamento, dove l’eucaristia sia posta al termine del cammino di iniziazione cristiana. I sacramenti sono importanti non tanto per il loro risvolto “psicologico” (basterebbe pensare a certe Prime comunioni…), ma per ciò che infonde il sacramento: la Grazia o un aumento di essa.

Si evidenzia, qui, quell’ottica mistagogica, come esito finale, ma "aperto" per sua stessa natura, della nuova proposta?
Certamente. La mistagogia non è altro che un’acquisizione personale e comunitaria di quanto è avvenuto nei sacramenti dell’iniziazione già ricevuti. La società cambia e con lei anche il modo con cui ci si avvicina ai sacramenti. L’iniziazione cristiana richiede nuovi cammini per meglio servire la comunità dei credenti e il Vangelo in ambiti spesso ampiamente secolarizzati, se non di vera e propria ignoranza diffusa della fede. Sono queste le ragioni di fondo e gli obiettivi che hanno ispirato appunto la sperimentazione delle nuove modalità dell’iniziazione cristiana.In questi mesi la Chiesa ambrosiana sta riflettendo sul nuovo progetto, in corso di presentazione ai sacerdoti, all’Assemblea dei decani, al Consiglio pastorale diocesano, al Consiglio presbiterale, alle catechiste… Un’importante fase di spiegazione, di ascolto, di precisazione. «Si tratta di trasformare i bambini e i ragazzi in discepoli del Signore, perché tale è il nostro primo e più importante scopo», spiega monsignor Luigi Manganini, vicario episcopale per l’Evangelizzazione e la Disciplina dei sacramenti, presidente della Commissione arcivescovile per gli itinerari di iniziazione. E aggiunge: «Un tempo del discepolato così concepito comprende momenti ecclesiali diversi e diversificati, dall’ascolto della Parola di Dio, alla celebrazione di riti sacramentali e non, a gesti caritativi. E tutto per un completamento, attraverso la confermazione e l’eucaristia, delle vie di ingresso nella vita cristiana che questi piccoli hanno iniziato con il battesimo».Proprio la questione dell’ordine cronologico nel quale ricevere i sacramenti della cresima e della comunione è una delle grandi innovazioni che si intende introdurre…Sì, ma occorre fare una premessa, perché la proposta che stiamo maturando in collaborazione con tutta la Diocesi si inserisce nella realtà già in atto nella nostra Chiesa, riguardante gli itinerari battesimali e post-battesimali, da 0 ai 6 anni. Ciò che vogliamo raggiungere è, tuttavia, una maggiore conoscenza evangelica in queste prime età, arrivando consapevolmente, attraverso una via esperienziale alla fonte e al culmine dell’essere cristiani: l’eucaristia, preceduta dalla confermazione.Alcuni genitori, ma anche catechisti e qualche comunità parrocchiale, sono un po’ “spiazzati” dalla proposta, anche se i parroci che l’hanno messa in pratica, si dicono soddisfatti…Questo spiazzamento è frutto di abitudine e nasconde la non conoscenza della storia: fin dai tempi di papa Leone XIII – circa un secolo fa – l’ordine dei sacramenti era cresima e poi Prima comunione. Allora i sacramenti si ricevevano verso i 14 anni. Noi non facciamo questione di “anni”, si tratta, al contrario, della coscienza e della preparazione di coloro che si avvicinano ai sacramenti a qualsiasi età.Nei documenti preparatori elaborati dalla Commissione si dice che la logica nella quale si inserisce il nuovo itinerario è quella catecumenale. Che significa?Indica che ci ispiriamo a quanto la Chiesa nel documento ufficiale per l’iniziazione cristiana degli adulti e dei ragazzi nell’età del catechismo, prescrive, ossia che il cammino sia progressivo, con la scansione del “completamento” sacramentale: battesimo (ovviamente per l’adulto non precedentemente battezzato), confermazione, eucaristia. Ispirarsi non significa applicare alla lettera il documento, ma prenderlo come punto di riferimento, seguirlo peraltro nella scia di tre note della Cei e di un pronunciamento di Benedetto XVI che con l’Esortazione apostolica Sacramentum caritatis al numero 17 richiama la necessità di un riordinamento, dove l’eucaristia sia posta al termine del cammino di iniziazione cristiana. I sacramenti sono importanti non tanto per il loro risvolto “psicologico” (basterebbe pensare a certe Prime comunioni…), ma per ciò che infonde il sacramento: la Grazia o un aumento di essa.Si evidenzia, qui, quell’ottica mistagogica, come esito finale, ma "aperto" per sua stessa natura, della nuova proposta?Certamente. La mistagogia non è altro che un’acquisizione personale e comunitaria di quanto è avvenuto nei sacramenti dell’iniziazione già ricevuti. – – Due esempi per conoscere le tappe – I catechisti protagonisti dei cammini – Battesimo: già iniziato il cambiamento – La sperimentazione: «Esito positivo» – Le riflessioni dei decani – Un incontro diocesano per catechisti battesimali

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