La Quaresima vissuta nella parrocchia Jesús Divino Maestro nella testimonianza di don Ambrogio Cortesi, fidei donum ambrosiano in Perù. Festa nella comunità per la consacrazione della nuova chiesa di Manzanares

di Luisa BOVE
Redazione

La Quaresima in Perù ha coinciso con l’inizio dell’anno scolastico, ma anche con l’inaugurazione di quello pastorale, che nella parrocchia Jesús Divino Maestro è stato vissuto con una grande Assemblea parrocchiale che ha coinvolto 130 persone. La scelta finale e «prioritaria» della comunità, come spiega don Ambrogio Cortesi, fidei donum a Huacho dal 2003, è stata quella di puntare sul tema della famiglia. «Le sofferenze e i problemi delle famiglie nella nostra quotidianità sono davvero grandi – ammette il prete ambrosiano -, ma la comunità parrocchiale vuole accoglierli, per sanarli e accompagnarli in un cammino cristiano integrante e coinvolgente».
Intanto i fedeli si preparano alla Pasqua attraverso «celebrazioni comunitarie di riconciliazione e confessioni individuali in tutti i settori della parrocchia», spiega don Ambrogio. Nei prossimi giorni centinaia di persone appartenenti a 7 confraternite, aggiunge don Antonio Colombo (un altro fidei donum ambrosiano), sfileranno per ore e ore per le vie del centro con le loro statue, mentre verranno lette preghiere e poesie. Il lunedì dell’Angelo invece il gruppo degli “Aquilotti” metterà in scena (una tradizione che si ripete da 25 anni) Vita e Passione di Gesù di Nazareth con 50 attori, «soprattutto giovani, che per due mesi si sono incontrati la sera rivivendo le pagine del Vangelo per poterle trasmettere con freschezza».
Nei giorni scorsi la comunità di Huacho era in festa: il vescovo, mons. Antonio Santarsiero, con una solenne concelebrazione di preti, ha consacrato a San José la nuova chiesa di Manzanares, che si trova nella parte periferica della parrocchia Jesús Divino Maestro.

Don Cortesi, che cosa ha rappresentato per voi questo grande evento?
La gente ha partecipato numerosa alla celebrazione ed era molto contenta, perché dopo tanti anni di lavoro ha una chiesa in una zona che conta più di 10 mila abitanti ed è in continua espansione. Ora si identificano come comunità e si sentono più vicini al Signore. Per loro è anche una testimonianza che la periferia sta crescendo e si orienta a uno sviluppo integrale. Negli ultimi mesi, grazie alla raccolta di resti di piastrelle e con l’aiuto di moltissime persone si è realizzata la copertura esterna della chiesa in forma di mosaico. Il risultato è di una bellezza splendente che sta entusiasmando tutti quelli che la conoscono, rappresenta anche l’inizio di un cammino di riscatto per una periferia da sempre trascurata e malfamata.

Quali simboli cristiani, scelti per la nuova chiesa, possono essere richiamati in vista della Pasqua?
L’edificazione della chiesa di Manzanares è stata una vera avventura interculturale, perché in molti dettagli si è cercato di riprendere i segni della religiosità andina degli antichi abitanti della nostra regione. Per esempio la forma della chiesa è a “piramide scalonata” che rappresenta il cammino dell’uomo che cerca di avvicinarsi al cielo, alla dimora di Dio. La vetrata al centro dell’abside e posta visibilmente sopra l’altare rappresenta Cristo eucaristia che dona il suo sangue per la salvezza di tutto il genere umano qui raffigurato dal “Pio pellicano” che offre il sangue del suo petto ai suoi figli. Il Figlio di Dio continua a rinnovare la sua presenza reale in mezzo a noi esattamente nell’Eucaristia di cui il Giovedì santo celebriamo il memoriale della istituzione. La Quaresima in Perù ha coinciso con l’inizio dell’anno scolastico, ma anche con l’inaugurazione di quello pastorale, che nella parrocchia Jesús Divino Maestro è stato vissuto con una grande Assemblea parrocchiale che ha coinvolto 130 persone. La scelta finale e «prioritaria» della comunità, come spiega don Ambrogio Cortesi, fidei donum a Huacho dal 2003, è stata quella di puntare sul tema della famiglia. «Le sofferenze e i problemi delle famiglie nella nostra quotidianità sono davvero grandi – ammette il prete ambrosiano -, ma la comunità parrocchiale vuole accoglierli, per sanarli e accompagnarli in un cammino cristiano integrante e coinvolgente».Intanto i fedeli si preparano alla Pasqua attraverso «celebrazioni comunitarie di riconciliazione e confessioni individuali in tutti i settori della parrocchia», spiega don Ambrogio. Nei prossimi giorni centinaia di persone appartenenti a 7 confraternite, aggiunge don Antonio Colombo (un altro fidei donum ambrosiano), sfileranno per ore e ore per le vie del centro con le loro statue, mentre verranno lette preghiere e poesie. Il lunedì dell’Angelo invece il gruppo degli “Aquilotti” metterà in scena (una tradizione che si ripete da 25 anni) Vita e Passione di Gesù di Nazareth con 50 attori, «soprattutto giovani, che per due mesi si sono incontrati la sera rivivendo le pagine del Vangelo per poterle trasmettere con freschezza».Nei giorni scorsi la comunità di Huacho era in festa: il vescovo, mons. Antonio Santarsiero, con una solenne concelebrazione di preti, ha consacrato a San José la nuova chiesa di Manzanares, che si trova nella parte periferica della parrocchia Jesús Divino Maestro.Don Cortesi, che cosa ha rappresentato per voi questo grande evento?La gente ha partecipato numerosa alla celebrazione ed era molto contenta, perché dopo tanti anni di lavoro ha una chiesa in una zona che conta più di 10 mila abitanti ed è in continua espansione. Ora si identificano come comunità e si sentono più vicini al Signore. Per loro è anche una testimonianza che la periferia sta crescendo e si orienta a uno sviluppo integrale. Negli ultimi mesi, grazie alla raccolta di resti di piastrelle e con l’aiuto di moltissime persone si è realizzata la copertura esterna della chiesa in forma di mosaico. Il risultato è di una bellezza splendente che sta entusiasmando tutti quelli che la conoscono, rappresenta anche l’inizio di un cammino di riscatto per una periferia da sempre trascurata e malfamata.Quali simboli cristiani, scelti per la nuova chiesa, possono essere richiamati in vista della Pasqua?L’edificazione della chiesa di Manzanares è stata una vera avventura interculturale, perché in molti dettagli si è cercato di riprendere i segni della religiosità andina degli antichi abitanti della nostra regione. Per esempio la forma della chiesa è a “piramide scalonata” che rappresenta il cammino dell’uomo che cerca di avvicinarsi al cielo, alla dimora di Dio. La vetrata al centro dell’abside e posta visibilmente sopra l’altare rappresenta Cristo eucaristia che dona il suo sangue per la salvezza di tutto il genere umano qui raffigurato dal “Pio pellicano” che offre il sangue del suo petto ai suoi figli. Il Figlio di Dio continua a rinnovare la sua presenza reale in mezzo a noi esattamente nell’Eucaristia di cui il Giovedì santo celebriamo il memoriale della istituzione.

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