di Cristina CONTI
Redazione

Un aiuto concreto di fronte alle difficoltà e i momenti di crisi. Un porto sicuro dove trovare sostegno quando sta per nascere un figlio oppure quando la coppia attraversa un momento di crisi. Questo l’obiettivo del Centro per la famiglia di Bresso. Nato nel 1992 come gruppo di famiglie che dà una mano all’interno della Pastorale familiare nella parrocchia della Misericordia, nel 2000 c’è un salto di qualità con l’accreditamento presso la Regione Lombardia e la trasformazione in servizio pubblico aperto al territorio, a cui si può accedere pagando il ticket.
«L’attività che stiamo portando avanti si svolge in due diversi ambiti. Da un lato quello sanitario e dall’altro quello psicologico», spiega Carla Bossi, direttrice del Centro. Incontri a sostegno della maternità, corsi di preparazione al parto, visite ginecologiche, accompagnamento durante la menopausa e massaggio per i neonati, sono affidate a una équipe formata da una pedagogista, un’ostetrica e una ginecologa. «Ormai gli ospedali dimettono le neo-mamme dopo qualche giorno dal parto. Il nostro intento è quello di aiutarle a instaurare un buon rapporto con il bambino e di coinvolgere anche i papà in questa relazione», aggiunge.
Ma qui le coppie possono trovare anche una valida assistenza psicologica, con colloqui individuali, mediazione familiare, corsi di preparazione al matrimonio. «Chi si rivolge a noi fa un colloquio iniziale e poi, a seconda dei casi, una o due consultazioni successive di approfondimento. Si discute, quindi, all’interno dell’équipe e si decide quale sia l’esperto più adatto a seguire la situazione particolare», precisa Bossi.
Le persone che si rivolgono al Centro sono seguite costantemente da quattro psicologi esperti in adolescenza, famiglia, problematiche individuali e uno psichiatra che supervisiona i pazienti sottoposti a cure farmacologiche e verifica che i medicinali e i dosaggi siano corretti. «Stiamo portando avanti anche percorsi dedicati alla sessualità e all’affettività nelle scuole elementari e medie del decanato. Un’attività che oggi si rivela davvero utile per queste fasce d’età. E lo scorso anno tra gli istituti scolastici e i corsi di preparazione al matrimonio, siamo riusciti a seguire circa 2.200 persone», precisa la direttrice.
Accanto a queste attività, un occhio di riguardo spetta poi alle famiglie che affrontano un periodo difficile e alle coppie che non riescono più ad andare d’accordo e a quelle che addirittura non se la sentono più di continuare un percorso di vita comune. «In questi casi, per esempio, proponiamo un itinerario di riflessione prima della separazione – continua la Bossi -. Pensiamo, infatti, che sia importante che entrambi i coniugi si concedano un periodo di tempo in cui possano davvero capire se la relazione si possa ancora recuperare, prima di fare scelte avventate e dettate dalla rabbia del momento». Un aiuto concreto di fronte alle difficoltà e i momenti di crisi. Un porto sicuro dove trovare sostegno quando sta per nascere un figlio oppure quando la coppia attraversa un momento di crisi. Questo l’obiettivo del Centro per la famiglia di Bresso. Nato nel 1992 come gruppo di famiglie che dà una mano all’interno della Pastorale familiare nella parrocchia della Misericordia, nel 2000 c’è un salto di qualità con l’accreditamento presso la Regione Lombardia e la trasformazione in servizio pubblico aperto al territorio, a cui si può accedere pagando il ticket.«L’attività che stiamo portando avanti si svolge in due diversi ambiti. Da un lato quello sanitario e dall’altro quello psicologico», spiega Carla Bossi, direttrice del Centro. Incontri a sostegno della maternità, corsi di preparazione al parto, visite ginecologiche, accompagnamento durante la menopausa e massaggio per i neonati, sono affidate a una équipe formata da una pedagogista, un’ostetrica e una ginecologa. «Ormai gli ospedali dimettono le neo-mamme dopo qualche giorno dal parto. Il nostro intento è quello di aiutarle a instaurare un buon rapporto con il bambino e di coinvolgere anche i papà in questa relazione», aggiunge.Ma qui le coppie possono trovare anche una valida assistenza psicologica, con colloqui individuali, mediazione familiare, corsi di preparazione al matrimonio. «Chi si rivolge a noi fa un colloquio iniziale e poi, a seconda dei casi, una o due consultazioni successive di approfondimento. Si discute, quindi, all’interno dell’équipe e si decide quale sia l’esperto più adatto a seguire la situazione particolare», precisa Bossi.Le persone che si rivolgono al Centro sono seguite costantemente da quattro psicologi esperti in adolescenza, famiglia, problematiche individuali e uno psichiatra che supervisiona i pazienti sottoposti a cure farmacologiche e verifica che i medicinali e i dosaggi siano corretti. «Stiamo portando avanti anche percorsi dedicati alla sessualità e all’affettività nelle scuole elementari e medie del decanato. Un’attività che oggi si rivela davvero utile per queste fasce d’età. E lo scorso anno tra gli istituti scolastici e i corsi di preparazione al matrimonio, siamo riusciti a seguire circa 2.200 persone», precisa la direttrice.Accanto a queste attività, un occhio di riguardo spetta poi alle famiglie che affrontano un periodo difficile e alle coppie che non riescono più ad andare d’accordo e a quelle che addirittura non se la sentono più di continuare un percorso di vita comune. «In questi casi, per esempio, proponiamo un itinerario di riflessione prima della separazione – continua la Bossi -. Pensiamo, infatti, che sia importante che entrambi i coniugi si concedano un periodo di tempo in cui possano davvero capire se la relazione si possa ancora recuperare, prima di fare scelte avventate e dettate dalla rabbia del momento».

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