Redazione

«Come San Carlo… potete decidere in questa stagione della vostra vita, di “scommettere” su Dio e sul Vangelo» (Messaggio del papa Benedetto XVI in occasione del IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo).
Le nostre personali scommesse hanno trovato un luogo d’incontro giovedì 25 novembre in una normale quanto unica sera. Nel nostro oratorio di Rescaldina, noi 10 giovani dai 14 ai 21 anni, ci siamo trovati a guardarci negli occhi e a dirci, per la prima volta con consapevolezza: associazione parrocchiale di Azione cattolica. A partire dal 2003, alcuni per caso, altri sulla fiducia di chi tornando raccontava con entusiasmo le esperienze fatte, abbiamo scoperto la bellezza e la ricchezza di un’Ac a respiro diocesano. E anche oggi ci rendiamo conto che più cerchiamo orizzonti grandi, più ci troviamo sempre a tornare nel nostro piccolo paese con la grinta e la voglia di sporcarci le mani, di mettere in circolo il suo amore, di essere a servizio, testimoni con la nostra vita di tutti i giorni.
Ciascuno di noi, nelle esperienze vissute a livello diocesano ha imparato ad ascoltare e ascoltarsi, trovando nell’Ac un luogo e un tempo per fermarsi e formarsi. Abbiamo avuto la fortuna (o la grazia?) di incontrare persone significative con le quali crescere, condividere la fede, i sogni e i desideri, tutto quello che agita il cuore di un giovane. È nato così il desiderio di coinvolgere le persone che ci sono vicine, perché una luce accesa non può essere tenuta sotto il moggio. Con il costituirci associazione forse non cambierà nulla nel nostro impegno, ma questa formalità è un “metterci la faccia”, esserne responsabili.
La sfida ora è essere lievito nella nostra Chiesa locale, non più solo come singole persone, ma insieme. Siamo fiduciosi che il poterci riconoscere in una realtà più grande (come l’Ac ambrosiana) potrà essere non solo il punto di partenza, ma anche il sostegno nel cammino che ci attende. In un tempo in cui tutto spinge verso l’individualismo noi ci costituiamo associazione, espressione dell’invito stesso di Gesù ad essere uniti: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt. 18, 20).
Nascono domande e aspettative che ci interrogano già nel nostro impegno presente, rivolte al porci in modo caparbio e umile nel dialogo con gli adulti. Guardiamo al futuro non solo con occhi di speranza, ma mettendoci in gioco ora e con la nostra vita, cercando di essere contagiosi testimoni del Vangelo come laici impegnati, scegliendo la nostra comunità come primo terreno di servizio.
Chiara, Fabio, Chiara, Federica (adolescenti)
Marco, Francesco (18enni)
Alessandra, Chiara, Fabrizio e Stefania (giovani) «Come San Carlo… potete decidere in questa stagione della vostra vita, di “scommettere” su Dio e sul Vangelo» (Messaggio del papa Benedetto XVI in occasione del IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo).Le nostre personali scommesse hanno trovato un luogo d’incontro giovedì 25 novembre in una normale quanto unica sera. Nel nostro oratorio di Rescaldina, noi 10 giovani dai 14 ai 21 anni, ci siamo trovati a guardarci negli occhi e a dirci, per la prima volta con consapevolezza: associazione parrocchiale di Azione cattolica. A partire dal 2003, alcuni per caso, altri sulla fiducia di chi tornando raccontava con entusiasmo le esperienze fatte, abbiamo scoperto la bellezza e la ricchezza di un’Ac a respiro diocesano. E anche oggi ci rendiamo conto che più cerchiamo orizzonti grandi, più ci troviamo sempre a tornare nel nostro piccolo paese con la grinta e la voglia di sporcarci le mani, di mettere in circolo il suo amore, di essere a servizio, testimoni con la nostra vita di tutti i giorni.Ciascuno di noi, nelle esperienze vissute a livello diocesano ha imparato ad ascoltare e ascoltarsi, trovando nell’Ac un luogo e un tempo per fermarsi e formarsi. Abbiamo avuto la fortuna (o la grazia?) di incontrare persone significative con le quali crescere, condividere la fede, i sogni e i desideri, tutto quello che agita il cuore di un giovane. È nato così il desiderio di coinvolgere le persone che ci sono vicine, perché una luce accesa non può essere tenuta sotto il moggio. Con il costituirci associazione forse non cambierà nulla nel nostro impegno, ma questa formalità è un “metterci la faccia”, esserne responsabili.La sfida ora è essere lievito nella nostra Chiesa locale, non più solo come singole persone, ma insieme. Siamo fiduciosi che il poterci riconoscere in una realtà più grande (come l’Ac ambrosiana) potrà essere non solo il punto di partenza, ma anche il sostegno nel cammino che ci attende. In un tempo in cui tutto spinge verso l’individualismo noi ci costituiamo associazione, espressione dell’invito stesso di Gesù ad essere uniti: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt. 18, 20).Nascono domande e aspettative che ci interrogano già nel nostro impegno presente, rivolte al porci in modo caparbio e umile nel dialogo con gli adulti. Guardiamo al futuro non solo con occhi di speranza, ma mettendoci in gioco ora e con la nostra vita, cercando di essere contagiosi testimoni del Vangelo come laici impegnati, scegliendo la nostra comunità come primo terreno di servizio.Chiara, Fabio, Chiara, Federica (adolescenti)Marco, Francesco (18enni)Alessandra, Chiara, Fabrizio e Stefania (giovani)

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