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«Il Segno»

Al Ghisallo i vent’anni della casa del ciclismo

Nel 2006 l’inaugurazione del Museo voluto da Fiorenzo Magni accanto al Santuario dedicato alla Madonna patrona dei ciclisti. Dopo avere superato tempi di crisi, celebra il ventennale con mostre ed eventi speciali. Ne ha parlato il mensile diocesano

16 Agosto 2026
L'interno del Museo

Da Il Segno di giugno

Nato dal sogno di Fiorenzo Magni, il Museo internazionale del ciclismo Madonna del Ghisallo celebra i suoi vent’anni confermandosi uno dei luoghi simbolo della storia delle due ruote. Inaugurato il 14 ottobre 2006, proprio di fronte al Santuario della Madonna patrona dei ciclisti, il Museo fu voluto dal grande campione toscano per dare una sede ai numerosi cimeli che il Santuario non riusciva più a custodire e, soprattutto, per creare una “casa” aperta a tutti gli amanti del ciclismo, dai grandi campioni agli appassionati.

Veduta esterna

Progettato dagli architetti Davide Bergna e Pier Federico Caliari, il Museo accompagna i visitatori lungo un percorso che richiama i tornanti di una salita. Biciclette, maglie, trofei, fotografie, documenti e filmati ripercorrono oltre un secolo di imprese sportive, dai pionieri Alfredo Binda e Learco Guerra fino ai campioni di oggi. Al centro della struttura è custodita anche la pietra con l’iscrizione Omnia vincit amor, benedetta da papa Benedetto XVI.

Realizzare il progetto richiese un grande impegno personale di Magni, che coinvolse istituzioni, Federazione ciclistica, Coni, sponsor e Gazzetta dello Sport. Nei primi anni il Museo divenne un vivace centro culturale, con mostre, convegni e incontri, ma i costi di gestione si rivelarono elevati. Dopo la morte del fondatore, nel 2012, la struttura attraversò una fase difficile, arrivando ad aprire solo nei fine settimana.

Il Santuario

La rinascita prese avvio nel 2014 con la presidenza di Antonio Molteni. Grazie a una gestione più snella, al contributo dei volontari, allo sviluppo del merchandising e a una ricca programmazione culturale, il Museo ha ritrovato equilibrio economico e slancio. Fondamentale anche il lavoro della direttrice Carola Gentilini, che ha valorizzato il patrimonio con importanti mostre temporanee dedicate ai grandi protagonisti del ciclismo.

Oggi il Museo del Ghisallo è una realtà solida e riconosciuta a livello internazionale. Nel 2025 ha accolto oltre 11.300 visitatori, quasi la metà provenienti dall’estero, e conserva più di 2.600 cimeli, continuamente arricchiti da nuove donazioni. Tra le più significative quella della maglia rosa regalata da Jai Hindley, vincitore del Giro d’Italia 2022, che volle lasciare al museo il simbolo della sua impresa.

Per celebrare il ventennale sono in programma mostre, incontri, presentazioni di libri ed eventi speciali che raccontano la storia del museo e del ciclismo. Guardando al futuro, l’obiettivo è indicato da Molteni: seguitare a crescere, valorizzando un patrimonio unico e mantenendo vivo lo spirito con cui Magni immaginò questo luogo, dove la passione per il ciclismo continua a trovare casa.

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