La pace non è un’idea astratta, né una parola da pronunciare quando le armi tacciono. È una possibilità da costruire ogni giorno, attraverso relazioni, ascolto e riconoscimento reciproco, anche quando le ferite della storia e le contrapposizioni sembrano rendere impossibile ogni incontro. È questo il messaggio al centro di Respirare il futuro. La sfida di Neve Shalom Wahat al-Salam, il libro di Giulia Ceccutti pubblicato da In Dialogo, marchio editoriale di ITL Libri, che ha vinto la VII edizione del Premio letterario delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori presso la Santa Sede.
La cerimonia di premiazione si è svolta lunedì 26 ottobre a Palazzo Borromeo, a Roma, alla presenza dell’autrice. Ospite d’onore è stato mons. Paolo Rudelli, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Il riconoscimento è assegnato a opere capaci di offrire occasioni di riflessione sui grandi temi del nostro tempo e rappresenta un importante attestato del valore culturale e civile del volume.

Pubblicato nel marzo 2025, Respirare il futuro accompagna il lettore nella realtà di Neve Shalom Wahat al-Salam, villaggio in Israele nato con l’obiettivo di promuovere la convivenza tra ebrei e palestinesi. Da oltre cinquant’anni i suoi abitanti scelgono di condividere uno spazio di vita, facendo del dialogo una pratica concreta, nonostante le differenze culturali, le tensioni politiche e il peso di una storia segnata dal conflitto.
Un futuro possibile
Attraverso testimonianze dirette, Giulia Ceccutti racconta un’esperienza che non pretende di cancellare le divergenze né di proporre soluzioni semplici a una questione complessa. La convivenza, infatti, non significa ignorare le ferite o rinunciare alle proprie identità, ma trovare le condizioni per riconoscere l’altro come interlocutore, ascoltarne le ragioni e assumersi insieme la responsabilità di un futuro possibile.
È proprio la concretezza di questa esperienza a rendere preziosa la testimonianza raccolta nel libro. In un contesto in cui la contrapposizione rischia di diventare l’unico orizzonte, Neve Shalom Wahat al-Salam mostra che la ricerca della pace può continuare anche quando le circostanze sembrano scoraggiarla. Non si tratta di negare la realtà del conflitto, ma di sperimentare forme di relazione capaci di sottrarsi alla logica dell’ostilità e di mantenere aperto uno spazio di incontro.

La pace emerge così come un percorso quotidiano, fatto di scelte personali e collettive, di confronto e di responsabilità condivisa. Un percorso necessariamente faticoso, che richiede di accettare la complessità e di non considerare inevitabile la divisione. Il libro invita a guardare a questa esperienza senza idealizzarla, riconoscendo piuttosto il valore di una comunità che continua a interrogarsi su come sia possibile vivere insieme pur partendo da storie e appartenenze differenti.
Far conoscere in Italia la realtà di Neve Shalom Wahat al-Salam significa offrire uno sguardo diverso sul conflitto israelo-palestinese e dare voce a una testimonianza che interroga anche il lettore. Il riconoscimento ricevuto a Roma contribuisce a portare all’attenzione del pubblico una storia che invita a non considerare la pace un obiettivo irraggiungibile, ma una possibilità da alimentare attraverso gesti e decisioni concrete.
Respirare il futuro. La sfida di Neve Shalom Wahat al-Salam è pubblicato da In Dialogo (ITL Libri), ha 224 pagine e costa 18 euro.



