«Giacomo Bongiorni aveva 47 anni. Stava trascorrendo la serata di sabato con la sua compagna, suo figlio di undici anni e alcuni amici. Ha visto dei ragazzi comportarsi male e ha detto loro qualcosa: per questo lo hanno ucciso, sotto gli occhi di suo figlio. Alla sua compagna, a quel bambino, al cognato che ha provato a difenderlo dico che sono loro vicino, per tutto quello che è possibile. Non ho ricette. Non voglio fare il “moralista” del giorno dopo, ma non riesco a trattare quello che è successo come una notizia tra le altre, da scorrere sullo smartphone e da dimenticare presto». Lo ha scritto ieri il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Mario Vaccari, commentando il tragico omicidio avvenuto sabato sera a Massa.
«Secondo le prime ricostruzioni, non si tratta soltanto di un fatto dove protagonista è stata la violenza in sé, ma dove è stata impressionante la sproporzione della reazione e la velocità con cui si è arrivati a tutto ciò. Rispetto poi a quei ragazzi, così giovani, nessuno di loro, evidentemente, si è fermato un secondo a pensare alle conseguenze di quello che stavano facendo e di quello che potevano provocare», ha proseguito il presule.
«Su quello che è successo gli inquirenti e le forze dell’ordine stanno facendo il loro lavoro per individuare i responsabili – ha aggiunto monsignor Vaccari -. Cosa stiamo diventando? Cosa stiamo trasmettendo come adulti alle nuove generazioni?». Per il vescovo, «queste domande non hanno una risposta facile, e diffido di chi pensa di averne una già pronta. Ma non far risuonare nelle nostre coscienze queste domande – come comunità civile e religiosa, come città, ciascuno secondo il proprio ruolo – sarebbe la vera sconfitta».
«D’accordo inoltre col sindaco Persiani e le autorità competenti – ha annunciato monsignor Vaccari –, stiamo organizzando una fiaccolata in ricordo di Giacomo, di cui verrà data tempestiva comunicazione, come momento comunitario di riflessione sul senso di quanto accaduto e per stringersi in preghiera in segno di vicinanza al dolore dei familiari».


