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«Il Segno»

Olimpiadi, la fiamma che unisce le generazioni

Ismaele Duca ed Enzo Masiello, due età e due percorsi diversi, uno giovane promessa della pallanuoto, l’altro campione paralimpico, raccontano attraverso la Torcia di Milano-Cortina 2026 il valore educativo e umano dello sport. Ne parla il numero di gennaio del mensile diocesano

22 Gennaio 2026
Ismaele Duca ed Enzo Masiello

Da Il Segno di gennaio

Due generazioni, due storie diverse, un unico simbolo: la Torcia di Milano-Cortina 2026. Ismaele Duca ed Enzo Masiello, accomunati da una profonda passione per lo sport, saranno tra i tedofori che accompagneranno la fiamma olimpica lungo le strade lombarde, trasformando pochi metri di corsa in un racconto di valori, sogni e resilienza che unisce passato, presente e futuro dei Giochi.

Ismaele ha 16 anni, vive a Costamasnaga e frequenta il Liceo scientifico sportivo. Lo sport per lui non è solo attività fisica, ma identità e progetto di vita. Dopo aver sperimentato numerose discipline, ha trovato nella pallanuoto il contesto ideale per esprimere talento e spirito di squadra, distinguendosi come realizzatore senza rinunciare al gioco collettivo.

Ismaele Duca nello Stadio di Atene

Un viaggio in Grecia, tra Olimpia e lo stadio Panathinaiko di Atene, accende in lui il fascino dei cinque cerchi e il desiderio di viverli in prima persona. Visitando il Museo delle Olimpiadi e osservando la Torcia di Parigi 2024, matura l’idea di candidarsi come tedoforo. Quando arriva la selezione, per Ismaele è la conferma che valori come rispetto, generosità e fair play possono diventare azioni concrete e riconosciute. Il 1° febbraio porterà la fiaccola in provincia di Lecco, guardando ai Giochi anche come occasione di crescita culturale e sportiva, mentre coltiva il sogno di tornare un giorno a un’Olimpiade non da spettatore, ma da atleta azzurro.

La storia di Enzo Masiello è segnata da una frattura improvvisa. Nel 1987 un grave incidente stradale lo rende paraplegico, costringendolo a reinventare la propria vita. Accetta la disabilità come una sfida, affrontando la riabilitazione con determinazione e trasformando la carrozzina in uno strumento di autonomia. Lo sport diventa il motore della sua rinascita: prima come mezzo per ritrovare fiducia, poi come strada verso l’eccellenza agonistica.

Enzo Masiello in “veste” invernale

Enzo conquista medaglie nell’atletica paralimpica e partecipa a tre Paralimpiadi estive, per poi scrivere una pagina storica anche nei Giochi invernali, diventando il primo italiano a salire sul podio sia d’estate sia d’inverno. Per lui la candidatura a tedoforo rappresenta la chiusura simbolica di un cerchio: il 6 febbraio, a Milano, la fiaccola diventerà il segno di un percorso fatto di ostacoli superati, impegno quotidiano e traguardi conquistati passo dopo passo.

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