Due generazioni, due storie diverse, un unico simbolo: la Torcia di Milano-Cortina 2026. Ismaele Duca ed Enzo Masiello, accomunati da una profonda passione per lo sport, saranno tra i tedofori che accompagneranno la fiamma olimpica lungo le strade lombarde, trasformando pochi metri di corsa in un racconto di valori, sogni e resilienza che unisce passato, presente e futuro dei Giochi.
Ismaele ha 16 anni, vive a Costamasnaga e frequenta il Liceo scientifico sportivo. Lo sport per lui non è solo attività fisica, ma identità e progetto di vita. Dopo aver sperimentato numerose discipline, ha trovato nella pallanuoto il contesto ideale per esprimere talento e spirito di squadra, distinguendosi come realizzatore senza rinunciare al gioco collettivo.

Un viaggio in Grecia, tra Olimpia e lo stadio Panathinaiko di Atene, accende in lui il fascino dei cinque cerchi e il desiderio di viverli in prima persona. Visitando il Museo delle Olimpiadi e osservando la Torcia di Parigi 2024, matura l’idea di candidarsi come tedoforo. Quando arriva la selezione, per Ismaele è la conferma che valori come rispetto, generosità e fair play possono diventare azioni concrete e riconosciute. Il 1° febbraio porterà la fiaccola in provincia di Lecco, guardando ai Giochi anche come occasione di crescita culturale e sportiva, mentre coltiva il sogno di tornare un giorno a un’Olimpiade non da spettatore, ma da atleta azzurro.
La storia di Enzo Masiello è segnata da una frattura improvvisa. Nel 1987 un grave incidente stradale lo rende paraplegico, costringendolo a reinventare la propria vita. Accetta la disabilità come una sfida, affrontando la riabilitazione con determinazione e trasformando la carrozzina in uno strumento di autonomia. Lo sport diventa il motore della sua rinascita: prima come mezzo per ritrovare fiducia, poi come strada verso l’eccellenza agonistica.

Enzo conquista medaglie nell’atletica paralimpica e partecipa a tre Paralimpiadi estive, per poi scrivere una pagina storica anche nei Giochi invernali, diventando il primo italiano a salire sul podio sia d’estate sia d’inverno. Per lui la candidatura a tedoforo rappresenta la chiusura simbolica di un cerchio: il 6 febbraio, a Milano, la fiaccola diventerà il segno di un percorso fatto di ostacoli superati, impegno quotidiano e traguardi conquistati passo dopo passo.



