Le parole dei prelati di Westminster e Canterbury dopo l’attentato di sabato sera nel centro della capitale inglese, che ha provocato 7 morti e 36 feriti

Attentato a Londra_giugno 2017

«Tutte le persone coinvolte negli inquietanti e violenti attacchi al London Bridge, Borough Market e Vauxhall sono nelle mie preghiere questa notte». Con un tweet pubblicato nella notte tra sabato 3 e domenica 4 giugno, il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, reagisce all’attentato che ha fatto ripiombare l’Inghilterra nell’incubo del terrorismo. Il terzo attacco in soli tre mesi è stato sferrato da tre uomini che a bordo di un furgoncino prima si sono scaraventati sulla folla del London Brigde, poi al Borough Market hanno abbandonato il veicolo e si sono avventati con coltelli sulle persone. Otto minuti di terrore prima di essere fermati e uccisi dalla polizia. Il bilancio parla di 7 vittime e 36 feriti ricoverati nei 5 ospedali della città.

Nel giorno in cui si è celebrata la festa della Pentecoste, la Conferenza episcopale inglese ha rivolto una preghiera allo Spirito Santo perché, «Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima» ristori la pace nei cuori di tutte le vittime.

«Coraggio e determinazione»

«I terroristi ci vogliono dividere. Vogliono che ci odiamo. Vogliono cambiare il nostro modo di vivere. Ma proprio come abbiamo visto a Manchester, i londinesi stanno rispondendo con generosità e con cuori aperti. Con coraggio, resilienza e determinazione». L’ha scritto l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in un post pubblicato su Facebook. Dopo «gli orribili eventi di Londra della scorsa notte, le chiese di tutta la Gran Bretagna hanno pregato per i feriti e tutte le persone colpite che stanno affrontando una così difficile prova di dolore», ha scritto Welby.

In un’intervista all’emittente radiofonica Lbc Welby ha raccontato di aver vissuto in prima persona lo shock dell’attacco perché abita a un solo chilometro di distanza dal luogo dell’attentato e di aver visto come i londinesi hanno reagito al terrore con generosità: «Londra sta dimostrando perché è considerata una delle più grandi città del mondo». E poi ha lanciato un messaggio di pace: «Non dobbiamo prendercela con le persone a causa della loro fede o della loro categoria, ma dobbiamo rivolgerci alle persone che cercano di dividerci e di distruggerci».

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