Promosso il 2 dicembre a Palazzo Chigi dalla coordinatrice nazionale Milena Santerini in occasione della presentazione di un documento che illustra il fenomeno e il suo contrasto

Milena Santerini
Milena Santerini

In occasione della presentazione della traduzione italiana del Documento che l’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance, organismo che raccoglie 34 governi del mondo per la difesa della memoria) rivolge ai decisori politici e amministrativi sulle caratteristiche del fenomeno dell’antisemitismo e sul suo contrasto, la Coordinatrice Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio, Milena Santerini, in collaborazione con l’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuove un convegno internazionale che si terrà il 2 dicembre, alle 9.30, presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul canale Facebook dell’Unar.

I fenomeni di distorsione della Shoah, del suo significato e della sua storia, sono ormai frequenti. Dalla stella gialla o le casacche dei deportati utilizzati dai no-vax, fino alla derisione di Anne Frank, si assiste in tutta Europa non solo alla cancellazione della memoria, ma al suo uso distorto.

Al convegno autorità ed esperti

Al convegno porgeranno i saluti la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, il segretario generale della Presidenza del Consiglio Roberto Chieppa, la presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, l’ambasciatore Luigi Maccotta (capo delegazione Ihra), Triantafillos Loukarelis (direttore Unar) e Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma.

Tra i relatori interverranno Rob Rozett, storico di Yad Vashem, l’ente che in Israele contribuisce a conservare e trasmettere ai giovani la memoria della Shoah, Juliane Wetzel, ricercatrice e studiosa del Center for Research on Antisemitism di Berlino, e Joel Kotek, belga, esperto del Mémorial de la Shoah di Parigi.

Il negazionismo punito penalmente

Il Parlamento italiano, con la Legge 115 del 2016, ha attribuito rilevanza penale – una circostanza aggravante speciale – alle affermazioni negazioniste della Shoah, dei fatti di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra.

«La distorsione della Shoah – spiega Milena Santerini – non è meno preoccupante del negazionismo. Si assiste a tentativi di utilizzare il termine “Olocausto” o “Shoah” per riferirsi a eventi o concetti che non sono collegati in alcun modo al genocidio della comunità ebraica; vengono tollerati o addirittura viene dato onore a organizzazioni o persone complici di crimini della Shoah. Si usano simboli e immagini associate alla Shoah – conclude Santerini – per scopi politici, ideologici o commerciali che non sono legati alla sua storia».

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