Sul numero in uscita giovedì 16 maggio intervista esclusiva all'Arcivescovo di Milano: «Il populismo induce ad arroccarsi più che a sognare». Tra i temi affrontati anche la città, i migranti e il calo dei matrimoni

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«Questa esasperazione del sovranismo mi sembra un’insistenza a fini elettorali più che l’interpretazione del sentimento autentico della gente nella quale, in questi anni, è cresciuto il senso di appartenenza all’Unione. Quello dell’immigrazione è un problema affrontato e regolato male ed è stato ridotto a un insieme di slogan a fini elettorali. Il fenomeno è molto più complesso, interessante e promettente anche se contiene tante insidie e difficoltà». Alla vigilia del voto del 26 maggio, l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, in un’intervista esclusiva a Famiglia Cristiana (che gli dedica anche la copertina), parla del futuro dell’Europa, del pericolo del populismo, dell’accoglienza dei migranti e riflette sulla città di Milano: «Ha un deficit di gioia – afferma -. Con tutta la sua capacità di intraprendenza e di progettualità a volte non sa bene dove va e non è consapevole che l’esito ultimo dell’esistenza non è la morte, ma la vita eterna».

Monsignor Delpini invita a non farsi abbagliare dal sovranismo e riflette sul fenomeno del populismo: «Bisogna chiedersi se la politica debba assecondare le emozioni più istintive e le paure più irrazionali dei cittadini o esercitare un dialogo su progetti comuni. Il populismo induce ad arroccarsi più che a sognare, coltivare speranze, a immaginare percorsi comuni per costruire una società più solidale e giusta».

L’Arcivescovo di Milano lancia anche un appello ai giovani invitandoli «ad andare anzitutto a votare perché questo significa prendere a cuore una causa e di votare persone che vogliono costruire l’Europa dei popoli e non persone che vogliono disfarla o ridurla a un comitato d’affari». Inoltre, raccomanda di studiare attentamente la storia e non limitarsi a qualche titolo di giornale: «Non dimentichiamo che cento anni fa i popoli europei si ammazzavano in guerra tra di loro. Oggi si discute anche animatamente. Il patrimonio culturale è stato salvaguardato dalla pace mentre la guerra ha distrutto tutto».

Monsignor Delpini si dice infine preoccupato per il calo costante dei matrimoni, anche civili, a Milano: «La coppia si isola e si ritiene più un esperimento che una scelta di vita. In prospettiva, senza legami familiari stabili, vedo quel destino di solitudine che già intristisce e affligge gran parte della città, soprattutto gli anziani, e la affliggerà sempre di più in futuro».

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