La crisi umanitaria che colpisce la Somalia ha carattere di cronicità. Ma con picchi acuti e drammatici. Nelle scorse settimane le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo appello, relativo alle conseguenze del prolungato periodo di siccità determinatosi nel Paese africano nella seconda parte del 2025: il Governo somalo ha dovuto dichiarare l’emergenza idrica a livello nazionale e le forti ripercussioni sul settore agricolo hanno provocato una severa crisi alimentare. L’impennata dei prezzi dei carburanti e dei beni essenziali, dovuta alle tensioni internazionali, ha contribuito nelle ultime settimane a far lievitare ulteriormente i costi dei generi alimentari e dell’acqua. Secondo gli organismi internazionali, 6,5 milioni di persone si trovano esposte a un’insicurezza alimentare acuta; tra esse, sono oltre 1,8 milioni i bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione.
La crisi alimentare si colloca in uno scenario che risente della combinazione di shock climatici, persistenza del conflitto armato e drastico calo degli gli aiuti internazionali (a causa della riduzione degli impegni da parte degli Stati Uniti, ma anche del raddoppio dei costi operativi sostenuti dagli organismi umanitari per l’impennata dei prezzi, letale in un Paese che reperisce il 90% dei beni di consumo dalle importazioni). Ciò costringe molte famiglie a spostarsi, aggravando vulnerabilità preesistenti e aumentando l’esposizione a rischi di sfruttamento e violazioni dei diritti umani.
Gli aiuti della rete Caritas
In questo quadro di crisi sistemica, Caritas Somalia (supportata dalla rete internazionale Caritas) cerca di dare il suo aiuto. Finanzia numerosi progetti, condotti da partner locali, volti a combattere la malnutrizione, soprattutto quella materno-infantile, e sta valutando di estendere il proprio impegno all’ambito delle cure sanitarie, sostenendo l’attività di ospedali e dispensari comunitari, a cominciare da quelli che si occupano dello screening dei bambini malnutriti.
«La Somalia è dimenticata: resta nell’ombra perché altre emergenze attirano di più l’attenzione di media e opinioni pubbliche globali – afferma Sara Ben Rached, direttrice di Caritas Somalia -. Ma la crisi è drammatica, e dietro i suoi numeri giganteschi ci sono persone concrete: madri e donne che percorrono chilometri ogni giorno per trovare acqua, che proteggono le loro famiglie con una forza incredibile, che sostengono le comunità con instancabile impegno. Sono loro a dimostrare ogni giorno che la resilienza è possibile; la loro dignità e il loro coraggio ne fanno una leva di cambiamento e futuro, che noi abbiamo deciso di rafforzare».
Caritas Ambrosiana e l’Ufficio diocesano di Pastorale missionaria hanno deciso di finanziare, tra i progetti della “Quaresima di fraternità 2026”, il progetto “Sostenere le madri, nutrire i bambini”, che nei villaggi di Istanbul e Gobweyn (distretto di Kisimayo, regione del Basso Giuba) intende fornire alimentazione e altri aiuti, per 6 mesi, a 100 bambini malnutriti e alle loro madri. In base alla gravità della crisi somala e al suo persistere, si valuteranno in futuro altri interventi.
Per sostenere le raccolte fondi di Caritas Ambrosiana
Con carta di credito online www.caritasambrosiana.it
In posta c.c.p. n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano
Con bonifico c/c presso il Banco BPM Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700
Causale: Somalia: sostenere le madri, nutrire i bambini
Le offerte sono detraibili fiscalmente
Per donare: https://donazioni.caritasambrosiana.it



