Fino a non molto tempo fa bisognava ancora spiegare ai turisti, e soprattutto ai milanesi stessi, che quella «Certosa» che dava il nome al trafficatissimo viale ai margini della città non era solo un toponimo, ma indicava effettivamente la presenza di un meraviglioso luogo d’arte, di storia e di fede. Oggi non è più così. Verrebbe da dire «per fortuna», ma in questo caso la fortuna c’entra poco: c’entra, semmai, l’impegno che in questi anni hanno profuso i parroci che si sono succeduti in quel di Garegnano, insieme ai volontari della benemerita associazione degli «Amici», per tutelare e promuovere un bene così straordinario.
Ora giunge a compimento un nuovo capitolo di questo programma di cura e valorizzazione. Che ha riguardato l’impianto di illuminazione della chiesa di Santa Maria Assunta, totalmente rifatto con i sistemi più moderni ed efficienti, per favorire un’adeguata partecipazione dei fedeli alle celebrazioni, ma anche per valorizzare al meglio gli splendidi affreschi che ricoprono le pareti e le volte del sacro edificio. Nel contempo sono stati restaurati anche tutti gli infissi e i serramenti lignei, nel rispetto dei componenti decorativi originali.
Il tutto per una spesa di 180 mila euro, coperta in buona parte con il contributo del Comune di Milano (grazie ai fondi dell’8xcento degli oneri di urbanizzazione destinate alle opere di culto), ma anche grazie alla generosità dei parrocchiani e di alcune aziende locali. Interventi che verranno illustrati nel corso di una serata aperta a tutti, venerdì 17 aprile, alle 20.45, con le relazioni dei restauratori e una meditazione teologica di don Lorenzo Mancini, docente in Cattolica. Mentre martedì 21, alle 20.30, si terrà la solenne inaugurazione, con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, mons. Mario Delpini.
Certo, la Certosa di Garegnano che oggi possiamo ammirare non è più quella gotica e di rossi mattoni che anche il Petrarca amò e lodò nel suo soggiorno milanese. L’attuale è invece quanto rimane di un vasto complesso di gusto tardorinascimentale e barocco, tra i più insigni nel suo genere in Lombardia, decorato e arricchito da grandi maestri. Come Simone Peterzano, allievo di Tiziano e futuro maestro del Caravaggio, che tra il 1578 e il 1582 affrescò nell’abside della chiesa la Crocifissione e, sui lati del presbiterio, l’Adorazione dei pastori e quella dei Magi.
La decorazione della Certosa fu poi completata mezzo secolo più tardi dal giovane Daniele Crespi, pittore tra i più celebrati dell’epoca. E tra i più inquieti. Una voce popolare raccontava che l’artista fosse approdato a Garegnano spinto dai rimorsi per aver ucciso un uomo e dalla paura di essere arrestato: i monaci gli diedero rifugio, e in espiazione dell’omicidio commesso l’artista per lunghi anni prestò la sua opera nella chiesa certosina.
Per informazioni e visite guidate: https://certosadimilano.com/



