Al Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà dal 14 al 18 maggio, Itl Libri, editore della Diocesi di Milano, sarà presente con un proprio stand (F15) nel padiglione 2 e promuoverà eventi legati al proprio catalogo.
Venerdì 15 maggio, ore 10.30 (Pad. Oval stand V101/U102): «L’amore basta?» con Anna Ballatore e Luca Lazzari, modera fra Roberto Pasolini. I due autori, in dialogo con il francescano, accompagnano il pubblico dentro Passi a due, un romanzo che intreccia amore, crescita e trasformazione, interrogando il senso del diventare adulti e il coraggio di lasciarsi cambiare.
Venerdì 15 maggio, ore 11.30 (Pad. Oval stand V101/U102): «Dire, fare e lottare contro la mafia oggi». A partire dai volumi La mafia porta via vite innocenti e Insieme si può, Nando dalla Chiesa ne discute con don Massimo Mapelli e Giovanni Arzuffi in un confronto che unisce memoria e azione, per riflettere su come la legalità non sia solo un principio da affermare, ma una pratica quotidiana da costruire insieme.
Sabato 16 maggio, ore 16.45 (Sala Gialla, padiglione 4): «Disabilità e linguaggio», con Giovanni Merlo (direttore Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità, e autore), Cecilia Marchisio (professoressa di Pedagogia speciale e autrice) e Marica Pugliese (psicologa psicoterapeuta del Centro Ascolto Duchenne di Parent Project), modera il giornalista Stefano Trasatti. Le parole non sono mai neutrali. Come raccontiamo la disabilità? A partire dal volume Disabilità, il peso delle parole, un confronto su linguaggio, responsabilità di chi comunica e strumenti per costruire una narrazione più consapevole e rispettosa.
Insegnanti ed educatori possono prenotarsi a questo link. Per tutti gli altri l’ingresso è libero
Lunedì 18 maggio, ore 14.30 (Pad. Oval stand V101/U102): «Amare la politica», con Gianni Borsa (giornalista corrispondente dell’agenzia di stampa Sir da Bruxelles e autore). La politica ha stancato? Forse è il momento di riscoprirla. Amare la politica è un viaggio dentro ciò che oggi non funziona (populismi, slogan vuoti, verità manipolate) per arrivare a ciò che può ancora essere: uno spazio vivo, condiviso, capace di costruire il “noi”.



