Continua, guidati dal direttore del Museo Diocesano di Milano, il nostro viaggio attraverso alcune tra le sessanta opere della mostra «Chagall e la Bibbia», allestita nelle sale di corso di Porta Ticinese fino all’1 febbraio prossimo. Una lettura per introdurci alla rassegna diocesana, ma anche al tempo di Avvento.

di Paolo BISCOTTINI
Direttore Museo Diocesano di Milano

Sacrificio di Isacco Chagall Bibbia

Amore e dolore mescola Chagall in questo Sacrificio detto di Isacco, riconoscendo in lui la vittima predestinata.

Attesa della parola di Dio, del suo gesto che salva, dice Chagall in questo Sacrificio di Abramo, se si considera il gesto che il padre è chiamato a compiere.

Attesa di Dio, attesa della Sua chiamata a cui dare risposta.

Abramo risponde ed alza il pugnale. Dolore più grande non si può immaginare per un padre: uccidere il figlio.

Inerme Isacco, vittima di una volontà terribile. Difficile fare la volontà del Padre. Difficile dire si, impossibile dire no.

Amore infinito in Abramo e in Isacco, amore che tutto si condensa in quel al Signore che mette alla prova. Ma amore ancora più grande quello del Padre celeste, che salva entrambi, perché han risposto alla Sua chiamata.

Questo racconta Chagall nella guache,  in cui il colore stempera passioni, lacrime, vicende terrene, e sospende nell’aria quel gesto che un angelo bianco scenderà dal cielo a fermare. L’Angelo annuncia il destino, sia fatta la volontà del Padre.

Tutta la storia dell’uomo si compie fra un sussurrato, forse intuito, ma già annuncio di salvezza e di pace.

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